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Calcioscommesse, "perché scommettono": voci inquietanti sui giocatori

Federico Strumolo
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Nicolò Fagioli, Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo. Tre giovani calciatori dal talento indiscutibile, futuro della Nazionale italiana, ma tutti apparentemente caduti nella dipendenza da gioco. Una condizione quasi paradossale pensando ai soggetti in questione, considerando che i calciatori hanno tutto: soldi, donne bellissime, l’amore dei tifosi, la fama e la gloria. Ma proprio per questo vanno alla ricerca di una trasgressione, qualcosa che aggiunga il brivido nel loro quotidiano, che li faccia sentire ancora più vivi. Può essere la droga, la vita notturna oppure, appunto, le scommesse, che celano però un grande pericolo dietro la maschera del divertimento. «Il calcioscommesse non deve tradursi semplicisticamente in un gruppo di sportivi milionari che scommettono enormi quantità di denaro, mettendo a rischio la propria carriera, nel tentativo di arricchirsi ulteriormente» racconta lo psichiatra Santo Rullo, che prosegue: «È molto di più e molto peggio: è ludopatia, un disturbo patologico da gioco d’azzardo in cui a farla da padrone non è il tentativo di vincere, ma quello di perdere per poter continuare a scommettere».

Insomma, un vortice in cui si viene risucchiati, a maggior ragione perché i calciatori sono ricchi e, in conseguenza, sono portati a scommettere cifre alte, esponendosi inevitabilmente a ingenti perdite, da provare a recuperare con altre scommesse, aprendo la strada alla dipendenza. «È una dipendenza e ha a che fare con il delicato equilibrio emotivo di giovani vulnerabili - continua il dottor Rullo -. È sconcertante che nessuno nelle squadre si sia mai reso conto di questa dipendenza che oltretutto si manifesta con chiari sintomi e segnali. Lo dico da tempo: i professionisti dello sport devono essere supportati da psicologi e psichiatri, soprattutto per dotarli degli strumenti per far fronte a tutte quelle difficoltà che le pressioni e le aspettative producono nelle menti di questi giovani come la depressione o, appunto, la ludopatia».

La speranza è che quanto stia accadendo nel mondo del calcio italiano rappresenti da monito per il futuro e che tutto il movimento possa impegnarsi per impedire che possa succedere ancora. «La salute mentale è oggi una emergenza nel mondo dello sport professionistico, per questo mi auguro che un evento così dannoso per il sistema calcio smuova le Federazioni affinché si impegnino attivamente per proporre a tutti i club un piano per contrastare fenomeni di questo tipo - dice il dottor Rullo -. Se nulla cambierà, ci troveremo presto a commentare altri eventi magari più drammatici», parola d’esperto. Intanto non smettono di arrivare novità sulla vicenda. Lo juventino Fagioli patteggerà con la Procura Figc entro la fine della settimana e la squalifica partirà da subito (si preannuncia un deciso sconto rispetto ai tre anni previsti per questi casi, vista la collaborazione pro attiva del ragazzo). Diversa la questione per Tonali e Zaniolo: la Procura di Torino convocherà a breve i giocatori di Newcastle e Aston Villa, mentre procede l’analisi dei telefoni e dei tablet sequestrati. 

 

 

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