Jannik Sinner, l'arbitro brasiliano spiazza il tennis: "Cosa mi disse la moglie di coach Piatti"

di Lorenzo Pastugliavenerdì 10 gennaio 2025
Jannik Sinner, l'arbitro brasiliano spiazza il tennis: "Cosa mi disse la moglie di coach Piatti"
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Si chiama Carlos Bernardes e il 60enne è noto a tanti per essere stato giudice di sedia brasiliano per le partite Atp. Con una carriera che lo vede all’attivo con più di 8000 match arbitrati — vedendo giocare sotto il suo seggiolone ben 24 dei 29 tennisti che sono stati numeri uno da quando la classifica mondiale è stilata dal computer e non più da giornalisti a fine anno (23 agosto 1973) — ha detto addio al tennis lo scorso anno, riconosciuto anche da Jannik Sinner a Torino, che, dopo la vittoria su Fritz, lo ha omaggiato: "Dov'è Carlos? Grazie mille, una carriera straordinaria durata 40 anni”.

Bernardes vive a Bergamo con la moglie Francesca, e nelle ultime ore ha svelato in una intervista a Tuttosport una previsione che fece la moglie di Riccardo Piatti, Gaia Bersanelli, quando gli presentò un "ragazzino magrolino con i capelli rossi a Montecarlo”, ha esordito nel suo racconto.

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"Lei mi ha detto subito che un giorno avrei arbitrato quel ragazzino magrolino con i capelli rossi perché giocava benissimo a tennis, e ha avuto ragione — il racconto del brasiliano —. Il livello a cui Sinner ha portato il tennis in Italia è impressionante. Si parla di tennis alla posta, al telegiornale o in programmi televisivi generalisti, sui social. Ricordo com'era Torino al primo anno di Finals e com'era quest'anno: Jannik ha avvicinato al tennis una quantità pazzesca di gente. Spero che l’Italia riesca a sfruttare al massimo questo momento".

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Sulla sua carriera da arbitro ha svelato un particolare curioso: "Abbiamo una lista di parolacce in tutte le lingue che dobbiamo conoscere, visto che tutti i giocatori parlano lingue diverse — ha concluso —. Può essere che un giorno si userà un microfono intelligente che andrà in giro per il campo a captare se dicono parolacce nella loro lingua madre. In passato giravano meno soldi, era una versione un po' più romantica del tennis. In un Challenger mi è anche capitato di fare da sparring a un giocatore prima della finale che avrei arbitrato nel pomeriggio: oggi sarebbe impossibile".