L’Australian Open è appena cominciato e, come da tradizione, il primo Slam dell’anno accende subito il dibattito sui possibili vincitori. Tra analisi tecniche e sensazioni a caldo, anche Andy Roddick ha voluto dire la sua, intervenendo nell’ultimo episodio del podcast Served with Andy Roddick, dove si è sbilanciato sui nomi destinati ad arrivare fino in fondo a Melbourne.
Sul fronte femminile, l’ex numero uno del mondo non ha mostrato particolari esitazioni, indicando con decisione la campionessa in carica come favorita assoluta: "Vincerà Aryna Sabalenka, penso proprio che confermerà il titolo", ha spiegato Roddick, convinto che la bielorussa abbia tutte le carte in regola per ripetersi anche in questa edizione.
Molto più articolata, invece, la riflessione sul tabellone maschile, dove il livello medio è altissimo e le insidie non mancano sin dai primi turni. Roddick vede comunque Jannik Sinner un passo avanti rispetto alla concorrenza: "Vedo Sinner come vincitore del torneo — dice — anche se rispetto ad Alcaraz avrà un cammino più complicato di quanto si possa pensare”. Un’affermazione che apre a un’analisi dettagliata del percorso dell’azzurro, che nella mattinata di martedì 20 gennaio ha battuto in due set all’esordio Hugo Gaston per 6-2 6-1.
Jannik Sinner, Andy Roddick sconvolto: "Che ca*** di onestà"
Nel corso di una puntata del suo podcast, Andy Roddick ha dialogato a lungo con Holger Rune e il confronto è fini...Secondo l’americano, già nelle prime fasi potrebbero nascondersi delle trappole: "Dopo due turni che si possono definire comodi solo perché parliamo di Sinner — dice Roddick — potrebbe trovare Joao Fonseca, che con la potenza incredibile con la quale colpisce la palla può mettere a disagio anche Jannik". Roddick, però, sottolinea come la discontinuità del brasiliano difficilmente possa risultare decisiva. E infatti il baby-fenomeno è già uscito, sconfitto 6-4, 2-6, 6-1, 6-2 in 2 ore e 38 minuti allo statunitense Eliot Spizzirri (numero 85 Atp).
Più problematico, a suo avviso, potrebbe essere un profilo diverso: "A dargli fastidio potrebbe essere di più un Giovanni Mpetshi Perricard, che con il suo tipo di gioco non ti consente di entrare troppo nello scambio". In definitiva, per Roddick il tabellone di Sinner è tutt’altro che semplice, ma il giudizio finale resta chiaro: "Insomma, il tabellone di Sinner potrebbe essere definito durissimo, se non si trattasse di uno del suo livello”, le parole conclusive dello statunitense.




