Dite a Emmanuel Macron che i francesi non sono tutti come lui, che ha snobbato la cerimonia dei Giochi di Milano Cortina perché aveva in agenda un pranzo con il re del Bahrain (proprio ieri, pensa te...). E magari che ha peccato di grandeur a non venire in Italia glielo spiegherà Émilien Jacquelin, biatleta transalpino che gareggerà sì con i colori dei galletti ma con l’Italia nel cuore.
E non solo per alcuni suoi antenati, ma perché sulla pista di Anterselva martedì nella 20 km porterà un orecchino appartenuto a Marco Pantani: «Marco è colui che mi ha fatto venire voglia di fare sport. Il suo panache (estro, ndr). Il suo carattere. Le sue fughe solitarie. Il Galibier. La doppietta Giro-Tour 1998. Da piccolo, mio padre ci aveva comprato la videocassetta del Tour 1998. Da quell’età non ho mai smesso di ammirare il Pirata», ha scritto sui social Jacquelin (anche ciclista e fotografo di ciclismo nel tempo libero), «volevo fare come lui. Non solo vincere le gare, ma vibrare e far vibrare. Fare rimonte spettacolari. Essere audace. Tentare l’impensabile. Questa visione dello sport mi accompagna da quando avevo cinque anni. E ancora oggi faccio fatica a concepirlo in altro modo. Il 14 febbraio 2004 (la data della morte del Pirata, ndr) non è mai stato San Valentino per me, ma una data tragica, diventata simbolica. Oggi ho la fortuna di far vivere la fiamma di Pantani in alcune gare».

Su quei brillanti da condurre al sogno di un’altra medaglia olimpica (Émilien ha vinto due argenti a Pechino 2022 in staffetta e due titoli Mondiali nell’Inseguimento) c’è la benedizione di Tonina e Paolo Pantani, e Sergio Piumetto - promotore di tante iniziative legate al Pirata - che gli ha consegnato il monile: «Grazie per aver permesso al piccolo Emilien di vivere il suo sogno: gareggiare in Italia ai Giochi Olimpici, con Marco al mio fianco. Grazie Marco». E chissà, se c’è anche un po’ di mezzo il destino. Jacquelin è nato l’11 luglio 1995: il giorno dopo il Pirata vinse perla prima volta al Tour, piegando anche Miguel Indurain sull’Alpe d’Huez...




