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Milano-Cortina, la vera gloria azzurra è il primato nel medagliere del "legno"

Ecco perché a quattro giorni dal "rompete le righe" questa spedizione si può definire già trionfale
di Fabrizio Biasinmercoledì 18 febbraio 2026
Milano-Cortina, la vera gloria azzurra è il primato nel medagliere del "legno"

2' di lettura

Esiste un medagliere ufficiale, ben lo sappiamo, che ci fa godere come ricci birmani: siamo secondi al mondo (al mondo!), solidissimi dietro la grande Norvegia e davanti a super potenze come - udite udite - Stati Uniti e... Francia (risatina di compiacimento). Il bilancio lo conoscete (9 ori, 4 argenti e 11 bronzi) e certo non è ancora definitivo, ché il bottino può migliorare già a partire da oggi con Vittozzi e azzurri vari. Ma questo articolino non guarda all’Olimpo, bensì a quel che c’è dietro, alla “seconda pagina di Google”, quella che non vede nessuno e che definiremo “Medagliere degli sfigati”.

Nel medagliere degli sfigati - ovvero quello che contempla quarti, quinti e sesti posti - siamo da sempre grandi protagonisti, ma se un tempo la cosa ci faceva incazzare e basta, perché il conteggio dei podi risultava miserello, ora ci rende assai orgogliosi perché completa il ragionamento su una spedizione che a quattro giorni dal “rompete le righe” si può definire già trionfale.

E snoccioliamo. Al momento gli azzurri guidano la classifica del “legno” con 7 quarti posti, 8 quinti e 8 sesti posti. Lotta serratissima con - pensa un po’ - i cugini francesi, fermi a 7 quarti posti, 7 quinti, 5 sesti. E si potrebbe fare della simpaticissima ironia sulla iella di Fontana (quarta nei 500 M) o su quella di Della Mea, ai piedi del podio in gigante nel giorno che ha eletto Brignone regina delle nevi, con le altre iscritte al podio che venerano la dea con l’inchino e lasciano l’altra azzurra sola come la celebre particella di sodio.

Ma la verità è che questi 24 podi, raccolti in ben 10 diverse discipline, uniti a quelli dell’“altro podio”, quello della sfortuna, raccontano una storia bellissima, quella di un Paese che avrà pure un milione di difetti ma è stato capace di mettere in piedi un’edizione delle Olimpiadi universalmente riconosciuta come “organizzata alla grande” e di diventare protagonista della stessa a tutti i livelli, dal luccicante oro dei primi posti all’amarissimo legno dei quarti.

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