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Sinner, il dato che spiega il tracollo: cosa sta andando a rotoli

venerdì 20 febbraio 2026
Sinner, il dato che spiega il tracollo: cosa sta andando a rotoli

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Due sconfitte impreviste e forse imprevedibili, per Jannik Sinner. Il 2026 del numero 2 del tennis mondiale è cominciato nel peggiore dei modi. E se il ko contro Nole Djokovic in semifinale agli Australian Open è in qualche modo giustificabile con il valore assoluto del serbo, anche a 39 anni, quello contro il ceco Jakub Mensik ai quarti dell'Atp 500 di Doha suona un po' come un campanello d'allarme per l'altoatesino.

Premessa: Jannik, dopo il ko contro Carlos Alcaraz in finale degli Us Open, ha subito spiegato di voler utilizzare le "vacanze" di Natale per allenarsi e migliorare alcuni aspetti cruciali del suo gioco, il servizio e non solo quello.

Ci vuole tempo, ci vuole pazienza. Sinner ha detto di essere disposto a rischiare qualcosa (traduzione: perdere qualche partita) perché l'obiettivo è farsi trovare pronto e al massimo livello nelle occasioni che contano, quando con ogni probabilità tornerà a sfidare nuovamente Carlitos, numero 1 del ranking Atp.

Quel che salta all'occhio in queste prime settimane in campo è un dato tecnico e statistico insieme: l'azzurro fatica a mettere a segno le palle break. Lo stesso tallone d'Achille dell'ultimo Roger Federer, per intenderci. Nel 2026 l'ultimo vincitore di Wimbledon 2025 ha convertito in "game" appena 31 palle break su 91, per una percentuale del 34 per cento. Decisamente troppo bassa e in netto calo rispetto alla media del 2025 (44,6%) e del 2024, primo anno da leader (42,3%) e addirittura del 2023 (41,9%), quando ha iniziato a scalare le classifiche. Certo, ad abbassare la percentuale ci hanno pensato soprattutto i due match persi: contro Djokovic Sinner non è andato oltre l'11% di break realizzati (2 su 18). Poco meglio con Mensik: 2 su 7 e 28,6 per cento di conversione.