È più Spalletti a giocarsi la Juventus o la Juventus a giocarsi Spalletti nei prossimi cinque giorni? Un dilemma di marzulliana memoria che serve a introdurre due partite di vitale importanza per la Vecchia Signora. Questa Champions e soprattutto la prossima sono appese a un filo, con il calendario cinico e spietato che propone lo scontro diretto con la Roma subito dopo la sfida di ritorno con il Galatasaray. Il momento è più nero che mai in casa Juve, dove l’effetto-Spalletti è svanito fin troppo in fretta e sono riemersi i soliti limiti di un gruppo di giocatori sopravvalutato e mal supportato dalle scelte di mercato.
Più che un’impresa servirà un miracolo a questa Juve per ribaltare il 5-2 dell’andata, perché il Galatasaray è una squadra forte, in certi ruoli anche migliore di quella bianconera. L’inizio della fine è facile da individuare per Spalletti: è lo 0-3 subito dall’Atalanta con annessa eliminazione dalla Coppa Italia. Poi la partita-farsa con l’Inter è stato un duro colpo, che si è ripercosso sulla tremenda sconfitta in Turchia e quella anonima con il Como.
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Dopo il tracollo della Juventus, battuta allo Stadium dal Como pochi giorni dopo l’umiliazione europea contro il G...Nell’ultima uscita i bianconeri sembravano uno di quei pugili che vanno ko al primo colpo: è bastata una papera di Di Gregorio per far finire lo scontro con il Como prima ancora che iniziasse davvero. Spalletti sta provando con personalità e bravura a migliorare la squadra, ma non è lui che poi va in campo e determina il risultato. E così la Juve è molto vicina al mancare il primo obiettivo stagionale, quello degli ottavi di Champions, con conseguenti ripercussioni economiche su un bilancio già deficitario.
A mettere ulteriore pressione sui bianconeri è il fatto che, subito dopo il Galatasaray, arriverà una delicatissima trasferta all’Olimpico. Se la Roma dovesse vincere lo scontro diretto, e contemporaneamente il Napoli dovesse passare a Verona, la Juventus si ritroverebbe a -7 dal quarto posto. Un distacco difficile da colmare nelle ultime undici giornate, anche perché i bianconeri rischiano di essere passati da Como e Atalanta, che al momento sono sotto di una sola lunghezza. Uscire da questa Champions sarebbe doloroso ma non la fine del mondo, mancare l’accesso alla prossima invece avrebbe un peso enorme sui conti e sulle ambizioni della Juventus.
Sebbene il pericolo incomba in campionato, Spalletti è giustamente centrato sulla sfida di ritorno con il Galatasaray, perché la squadra ha l’obbligo morale di provare la rimonta. Anche se dovesse essere parziale, potrebbe consentire di recuperare un po’ di autostima in vista dello scontro a Roma. Tanto per cambiare, stasera (ore 21, diretta Prime Video) la Juve si affiderà a Yildiz anche se non è al meglio.
«Per noi lui è già un leader - ha dichiarato Spalletti- un punto di riferimento. Lui ci vuole essere in tutte le maniere perché vuole giocare questa sfida. Oggi (ieri, ndr) ha fatto un allenamento parziale, ma quando stavamo uscendo mi ha detto: “Mister, io ci sono”». Insieme al “dieci” bianconero potrebbe stringere i denti anche Bremer, mentre in attacco il favorito per una maglia da titolare è David. A sinistra dovrebbe agire Kostic, viste le assenze per squalifica di Cambiaso e Cabal. E poi c’è la questione del portiere, con Di Gregorio che ormai non para più nulla, anzi aiuta involontariamente gli avversari a fare gol: la Juve ha il lusso di avere Perin come secondo, forse sarebbe il caso di sfruttarlo... Interpellato a riguardo, Spalletti non ha offerto risposte chiare: «Faremo valutazioni, sperando di fare la scelta corretta».




