Archiviata la pratica Fonseca, regolato in due set (7-6; 7-6), a Indian Wells ora, per Jannik Sinner, si aprono le porte dei quarti di finale e il prossimo ostacolo sulla strada si chiama Learner Tien. Nome curioso, talento vero e nessuna intenzione di fare la comparsa. Il ventenne americano, una delle nuove facce del circuito, si prepara ai quarti con rispetto ma senza timori reverenziali.
Davanti al numero uno azzurro mette subito le cose in chiaro: “Mi aspetto ovviamente un match durissimo. Lui e Joao hanno messo in campo una potenza incredibile. Con Jannik non potrò permettermi di abbassare la guardia, è uno che può strapparti la racchetta dalle mani”.
Parole che suonano come un misto tra ammirazione e avvertimento. Perché quando Sinner accelera, la palla viaggia davvero. Tien è uno che studia, in campo e fuori. Non a caso il suo nome arriva dalla professione della madre, insegnante. Nato a Irvine (California) da genitori vietnamiti, il mancino americano è cresciuto con la racchetta praticamente in mano e oggi sta provando a scalare il tennis che conta. Ha appena vent’anni e già un titolo Atp in bacheca, oltre alla vittoria alle Next Gen Finals. Dietro la sua crescita c’è un allenatore che nel tennis pesa parecchio: Michael Chang.
L’ex campione lo segue da vicino e Tien non nasconde quanto la collaborazione stia funzionando: “È stato il mio agente a creare il contatto. Per fortuna Michael ha accettato e fino a ora tutto procede a gonfie vele”. Nonostante i risultati, il ragazzo predica calma. “Io sono lontano dall’essere un giocatore completo”, ammette con una sincerità rara nel circuito. E indica anche il punto su cui lavorare: “Fisicamente prima di tutto. Non sono nemmeno vicino a dove vorrei arrivare”. Insomma, il talento c’è, ma la strada è ancora lunga. E nel frattempo, sulla sua rotta compare proprio Sinner. Il banco di prova perfetto: affrontare uno dei dominatori del tennis mondiale per capire a che punto è davvero la crescita. Perché contro Jannik non ci sono vie di mezzo: o reggi il ritmo, oppure la racchetta – come dice Tien – rischia davvero di volarti via dalle mani.




