Piccolo fastidio fisico alla spalla sinistra per Jannik Sinner, accusato in allenamento a Madrid, dopo una sessione alla Caja Mágica. Un problema leggero, nessun allarme, il suo entourage è tranquillo. È bastato solo saltare l’allenamento del giorno successivo, per precauzione, ma Jannik è pronto a scendere in campo. Con un unico obiettivo: vincere.
Qualcuno gli consigliava di fermarsi e rifiatare. Lui tira dritto. Perché dietro la scelta di non rinunciare al Masters spagnolo ci sono molti motivi. Primo: la macchina è lanciata. Dopo quattro Masters 1000 consecutivi, fermarsi adesso sarebbe quasi un controsenso. “Non vuole fermarsi sul più bello”, è il senso del ragionamento che filtra dal suo staff. Quando giri così, spegnere il motore può essere più rischioso che continuare.
Secondo: la storia. Perché a Madrid c’è un record che aspetta solo lui. Vincere significherebbe infilare il quinto Masters 1000 di fila, roba mai vista dal 1990. Nemmeno i mostri sacri ci sono riusciti: Federer si è fermato a due, Nadal e Djokovic a quattro. Il “pokerissimo”, invece, è lì, a un passo. E uno come Sinner certe occasioni non le lascia scappare.
Terzo: il puzzle perfetto. Madrid è uno dei pochi tornei che ancora mancano nella sua collezione. Insieme a Roma e al Roland Garros, rappresenta quel trittico sulla terra che può completare un dominio totale sul circuito. «Sta vincendo tutti i principali tornei», sottolinea il Corriere dello Sport, e fermarsi proprio ora non avrebbe senso. E allora eccolo alla Caja Mágica, un’ora e mezza di allenamento sotto il sole, ritmo alto, segnali chiari: c’è e vuole restarci.
Anche perché senza rivali come Alcaraz e Djokovic, il tabellone si apre e il bersaglio diventa ancora più concreto. Morale: altro che gestione. Qui si fa la storia.
Day ONE in Madrid
— Janniksin_Updates (@JannikSinner_Up) April 19, 2026
Forza pic.twitter.com/3oxz0MdfBx




