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Milan nel caos, la mossa estrema di Igli Tare. E gira una voce...

lunedì 11 maggio 2026

2' di lettura

"Magari qualche giorno di ritiro". Igli Tare annuncia così le misure estreme per cercare di salvare una stagione, quella del Milan, che sta passando inesorabilmente dalle stelle (leggasi: illusione scudetto) alle stalle, sottoforma di quarto posto Champions che sta scivolando via. Il ko a San Siro con l'Atalanta, un 3-2 contenuto solo nel risultato ma umiliante per almeno 75 minuti di gara, permette alla Juventus di superare il Diavolo al terzo posto ma soprattutto alla Roma di agguantare i rossoneri, in vantaggio in virtù degli scontri diretti favorevoli ma in trend drammaticamente negativo e un rendimento da retrocessione negli ultimi due mesi di campionato.

"Fondamentale tenere la mente fredda, accettiamo le critiche che sono giuste ma dobbiamo reagire - spiega nel dopo partita il direttore sportivo -. Magari potremo analizzare tutto con qualche giorno di ritiro, ritrovandoci insieme un po' prima".

"Nelle ultime partite la tensione giusta è mancata. Non possiamo nasconderci, dobbiamo prenderci responsabilità. Il destino però è ancora nelle nostre mani. Dobbiamo analizzare quello che è successo nelle ultime sei settimane e concentrarci", aggiunge. E sul suo futuro e sulla possibilità che si stiano valutando altri profili chiarisce: "Io non ho avuto segnali da parte della società. Mi concentro sul lavoro. Se centriamo obiettivo messo a inizio stagione, abbiamo fatto un grande lavoro. Il resto fa parte della nostra professione, a un certo livello devi gestire certa tensione".

"Vedendo le ultime partite l'attenzione è mancata ed è inutile nasconderlo - prosegue Tare ai microfoni di Dazn -. Tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. I tifosi certamente meritano un'altra squadra. L'unico aspetto positivo, in questo momento, è che abbiamo ancora il destino nelle nostre mani".

Nel mirino della Curva Sud l'amministratore delegato Giorgio Furlani, con tanto di coreografia e cori d'insulto. "I tifosi hanno il diritto di contestare. Per me la squadra non è serena e penso che il problema sia a livello mentale. Da quando siamo usciti dalla lotta per il primo posto qualcosa ci è mancato", spiega Tare, che secondo i retroscena sarebbe il grande nemico proprio di Furlani. Un clima di faida interna che al Milan va avanti dal dopo-scudetto, ininterrottamente. Cambiano i protagonisti, l'esito - nefasto - no.

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