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Jannik Sinner, la confessione di Boris Becker: "Perché ho rifiutato di allenarlo"

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mercoledì 13 maggio 2026
Jannik Sinner, la confessione di Boris Becker: "Perché ho rifiutato di allenarlo"

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"Jannik Sinner a Roma sta andando bene ma il match che più conta è sempre quello successivo. L’esperienza mi dice di pensare sempre step by step, anche se è sotto gli occhi di tutti quel che Sinner sta facendo, ormai da tanto tempo". A parlare è Boris Becker, il leggendario campione tedesco. Ospite d’onore nel giorno dell’inaugurazione della mostra “Gioco. Partita. Incontro”, presso lo storico Tennis Club Milano Alberto Bonacossa, ha svelato alcuni aneddoti sull'attuale numero uno al mondo.

Subito dopo ha raccontato di aver declinato l'offerta di Sinner di diventare suo coach. "Ho sempre sperato che questa cosa rimanesse segreta e non venisse fuori (sorride, ndr), ma non è stato così - ha detto -. E’ vero, successe nel gennaio 2022, quando Jannik era ancora allenato da Piatti. Quella proposta arrivò per me in un periodo complicato, ero in attesa della sentenza di Londra. Così fui sincero e gli dissi che nell’incertezza non me la sentivo di prendere l’impegno. Per aiutarlo gli consigliai un paio di nomi, tra cui quello di Darren Cahill. Non poteva essere scelta migliore".

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Nonostante ciò, ha ammesso di non avere rimpianti: "Non posso averne visti i successi di Sinner e del suo team nell’ultimo quadriennio. Parliamo di un ragazzo che a solo 24 anni ha vinto quattro tornei del Grande Slam ed è numero uno al mondo. Cahill e Vagnozzi hanno fatto un lavoro straordinario con un atleta che era già un fenomeno”.

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