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Carlos Alcaraz, il guaio è enorme: "Racchetta in mano? Non se ne parla"

di Roberto Totora giovedì 21 maggio 2026

2' di lettura

Avversari sui campi del mondo fino a qualche settimana fa, separati in tutto in questo momento. La rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz è in stand-by. Se il martello di Murcia allunga ancora di più i tempi del suo recupero e si congeda anche dal Queen’s e da Wimbledon (aveva dato forfait anche per Roma e Parigi), in una delle sue rare interviste uk ragazzo di San Candido allarga l’orizzonte del suo dominio sul tennis: “Non credo che si possa essere al 100% del proprio potenziale a ventiquattro anni. L’ambizione è arrivarci tra qualche anno”.

Se lo spagnolo ha guardato la finale di Roma col ghiaccio sul polso non ancora guarito, Sinner nell’intervista all’Équipe intravede il suo futuro: “Un giocatore che serve molto bene. Aggressivo, ma allo stesso tempo capace di leggere ogni situazione”. Il problema al polso di Alcaraz nasce a Barcellona il 14 aprile, quando chiama il fisioterapista contro Virtanen. “Abbiamo deciso che la cosa più saggia è essere cauti. È un momento complicato per me, ma sono sicuro che ne usciremo più forti”. Da allora forfait a Madrid, Roma, Roland Garros, Queen’s e Wimbledon. Nei giorni scorsi ha cambiato il tutore passando da quello rigido ad uno più morbido, che gli consente movimenti più semplici. Ma della racchetta in mano, per ora, non si parla. Il polso impone stop e prudenza. 

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Il ritorno è ipotizzato a Montreal ad agosto, ma non ci sono certezze. Intanto Alcaraz perde punti pesanti, mentre Sinner consolida il suo primato. Nel circuito la sensazione è che si sia aperta una fase completamente diversa, con lo spagnolo costretto a inseguire il recupero fisico prima ancora del ranking, mentre l’italiano approfitta della continuità e della stabilità del suo tennis. Un equilibrio che si riflette anche nelle parole fuori dal campo, dove Sinner insiste sulla crescita graduale e sulla gestione mentale del successo. L’idea è quella di un dominio costruito più sulla costanza che sugli strappi, in attesa che Alcaraz possa tornare a spingere come nelle sue giornate migliori. In questo scenario la rivalità resta sospesa, ma pronta a riaccendersi appena le condizioni fisiche dello spagnolo lo permetteranno di nuovo in campo ad altissimo livello. Per ora comanda il silenzio del recupero e il tempo fa la differenza.

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