Mondiale riaperto? Affatto, Mondiale di Formula 1 richiuso subito a Spielberg laddove si è corso un gran premio d’Austria lesto a confermare quello che taluni, stoltamente, non avevano ancora compreso. E che andiamo qui ad elencare. La Mercedes è la monoposto spaziale che vincerà senza dubbi il Mondiale costruttori; che ha i due piloti pronti giocarsi l’iride per il miglior pilota, e uno è per fortuna Kimi Antonelli; che la Red Bull guidata dal fenomeno Verstappen- ieri secondo dietro al vincitore George Russell che ha costruito il successo con una magata nelle qualifiche del sabato- sta tornando lentamente al top; che lo stesso Kimi, terzo alla fine dopo una partenza meravigliosamente pasticciata per via dell’entusiasmo che accompagna i suoi 19 anni, ha disegnato una seconda parte di gara da fuoriclasse qual è, magata che lo tiene al comando della classifica piloti; infine, che la Ferrari è tornatala realtà che siamo costretti a bacchettare da troppo tempo dopo la solita gara insulsa con Hamilton quinto dopo tre soste e Leclerc addirittura ottavo al termine di una prestazione pallida.
CRITICITÀ
La Ferrari SF26 aveva fortunosamente vinto con Sir Lewis a Barcellona per via di una safety car benevola ma ha denotato in Austria tremende criticità. A partire dalla power-unit: pur avendo usufruito dell’Aduo che ha consentito di iniettare nel propulsore 5 cavalli in più, le due Rosse sono apparse lente, senza verve e anche vittime di assetti sbagliati che hanno messo in grossa difficoltà Hamilton e Leclerc con le gomme. Soltanto chi sa poco di Formula 1 poteva ipotizzare che le Ferrari fossero tornate competitive per il Mondiale: ieri sono state buggerate dalle Mercedes e dalle Red Bull ma anche la McLaren di Piastri è apparsa migliore. E il futuro è fosco. Prima di esaminare quello che i protagonisti del Gran Premio austriaco hanno detto per festeggiare, o spiegare cosa non è andato, facciamo il punto sul mondiale: ora Antonelli guida con 171 punti davanti a Russell (131), il quale ha ricacciato in terza posizione Hamilton (125) mentre Piastri ha sopravanzato l’abulico Leclerc (79). Il monegasco si è infilato in un tunnel psicologico senza fine, curiosamente dopo il matrimonio e dopo aver firmato il contratto da 35 milioni annui che lo terrà a Maranello a lungo. Lui dà la colpa alla SF26: «Guidarla è terribile», ha detto. Hamilton, invece, è meno pessimista pur sapendo bene che di Mondiale neppure si parla: «Non è il risultato che volevamo ma serve tempo, tanto, per colmare il gap con Mercedes. Sul rettilineo perdiamo mezzo secondo...».
Un flop rosso che ha stupito anche Antonelli e lo stesso Russell: «Le due Ferrari erano veramente lente, noi avevamo 30 km/h in più». E Fred Vasseur, il team manager di Maranello ha messo su il solito disco: «A livello di motore abbiamo un deficit prestazionale dall’inizio della stagione». Hamilton è arrivato al traguardo staccato di 26 secondi da Russell, Leclerc di 45! Kimi, da par suo, ha di che pentirsi per l’avvio e l’amarezza è tanta: «Troppi errori subito dopo la partenza, ho anche avuto problemi ai freni che siamo riusciti a risolvere via radio con i box. Poi ho ritrovato il passo giusto». Senza quegli strafalcioni al via, Antonelli avrebbe superato Verstappen e Russell e vinto la gara. E domenica si vola in Inghilterra, sulla pista dove la Formula 1 ha preso vita nel dopoguerra: Silverstone. Un altro circuito di motore, come quello austriaco. A Maranello già tremano. Ordine d’arrivo: 1) Russell (Mercedes) 71 giri; 2) Verstappen (Red Bull) a 1”611; 3) Antonelli (Mercedes) a 1”986; 4) Piastri (McLaren) a 21”809; 5) Hamilton (Ferrari) a 26”393.




