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Tre record in tre giorni: Sara “avvisa” l’Europeo

di Carlo Galatilunedì 29 giugno 2026
Tre record in tre giorni: Sara “avvisa” l’Europeo

3' di lettura

Tre giorni, tre record italiani, uno europeo e una candidatura pesantissima per gli Europei di Parigi. Il Trofeo Settecolli ha consegnato al nuoto azzurro una certezza in più: Sara Curtis ha ufficialmente varcato la soglie delle promesse, entrando di diritto tra i volti da seguire con maggiore attenzione nella prossima estate internazionale. A Roma, nel tempio del Foro Italico, la classe 2006 piemontese ha chiuso un fine settimana impressionante, fatto di velocità pura e continuità. L’ultimo sigillo è arrivato nei 50 stile libero, dentro una finale che aveva già il peso dell’evento mondiale. Davanti a tutte la statunitense Gretchen Walsh, capace di riscrivere il limite del pianeta con un clamoroso 23”55. Alle sue spalle la svedese Sarah Sjöström, tornata in gara dopo la maternità e subito capace di nuotare 23”86. Poi Curtis, terza in 24”09, nuovo record italiano. Venti centesimi tolti al precedente primato e un’altra prova di solidità: l’azzurra ha soltanto resistito al confronto con due monumenti della velocità mondiale, nuotando alla pari. È questo il dettaglio che racconta la nuova dimensione di Sara.

In tre giorni Curtis ha abbattuto tre barriere diverse: il record italiano dei 100 stile libero, quello dei 50 dorso, diventato anche record europeo, e infine quello dei 50 stile libero. Non una fiammata isolata, ma una serie di segnali consecutivi. La velocità, nel nuoto, è spesso questione di centesimi e di nervi. Ripetersi a distanza di ventiquattro ore, cambiando distanza e specialità, significa avere qualcosa in più del talento. Il Foro Italico si è confermato terra di grandi tempi. Sabato l’olandese Marrit Steenbergen aveva cancellato il record mondiale dei 100 stile libero, e nella stessa finale Curtis aveva scritto la storia diventando la prima italiana capace di scendere sotto i 53 secondi. Domenica è toccato a Walsh infiammare lo stadio del nuoto. In mezzo a tutto questo, però, l’Italia ha trovato la propria notizia: i primati di Curtis raccontano il futuro possibile del movimento azzurro.

Anche la scelta americana comincia a pesare. Alla University of Virginia, Curtis vive ogni giorno in un contesto nel quale la velocità è metodo e confronto. Nella finale dei 50 stile si è trovata accanto a Walsh, compagna di allenamenti e oggi riferimento assoluto della specialità. Il livello quotidiano diventa così un motore, non un peso. Il 24”09 dice anche che il muro dei 24 secondi non è più una fantasia. La partenza non è stata perfetta e proprio per questo il tempo assume un valore ancora maggiore: dentro quella prestazione c’è già il record italiano, ma c’è anche un margine. Per gli Europei è un’indicazione fortissima. Curtis ha vent’anni da compiere e si muove in un settore, quello della velocità femminile, dove il livello internazionale è feroce, ma il Settecolli ha cambiato il perimetro del discorso: non si parla più soltanto di talento da proteggere, ma di una nuotatrice già pronta a lasciare il segno in acqua. Cosa non facile. Tre record in tre giorni non fanno una medaglia garantita, ma costruiscono una credibilità nuova. Agli Europei l’Italia avrà campioni affermati, staffette e ambizioni. E poi avrà Sara Curtis, il nome che più di tutti sembra portare addosso la promessa di qualcosa che sta arrivando, a Parigi dovrà provare a trasformare quei primati in peso internazionale: il tempo, almeno per ora, dice che è pronta.