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Mondiali 2026, "Messi e marketing": Argentina-Egitto, accuse devastanti contro l'arbitro

di Lorenzo Pastugliamercoledì 8 luglio 2026
Mondiali 2026, "Messi e marketing": Argentina-Egitto, accuse devastanti contro l'arbitro

2' di lettura

L'Egitto non accetta l'eliminazione dal Mondiale e punta il dito contro l'arbitraggio. Dopo la sconfitta per 3-2 in rimonta contro l'Argentina negli ottavi di finale, il commissario tecnico Hossam Hassan ha lanciato accuse durissime nei confronti del direttore di gara François Letexier, arrivando a ipotizzare che dietro alcune decisioni ci fosse un interesse a favorire la permanenza dei campioni del mondo nel torneo.

Le proteste egiziane riguardano diversi episodi: il gol annullato, un presunto rigore reclamato su Mohamed Salah e soprattutto l'azione che ha portato al definitivo 3-2 argentino, nata — secondo Hassan — da un fallo non sanzionato e mai rivisto al Var.

Per il c.t. dei Faraoni, però, non si sarebbe trattato soltanto di errori arbitrali. "Siamo stati superiori, ma il calcio è ingiusto — ha dichiarato in conferenza stampa — Forse vogliono mantenere i campioni del mondo e Messi nel Mondiale per questioni di marketing. Il risultato è stato influenzato sia da fattori interni sul terreno di gioco e durante la partita, sia da fattori esterni precedenti all’incontro”.

Hassan ha spiegato che la federazione egiziana aveva già espresso perplessità sulla designazione di Letexier prima del match. "Sembrava esserci stata pressione da parte dell'Argentina sull'arbitro, il che ha portato a questo epilogo - ha aggiunto -. Noi avevamo già espresso le nostre obiezioni nei confronti di questo direttore di gara". Poi l'affondo sull'episodio decisivo: "Non c'è stata nemmeno una revisione al Var — ha detto ancora — abbiamo visto tutti come gli venisse tirata la maglia, ma l'azione non è stata rivista per annullare il gol. La vita è così, ingiusta. Meritavamo la vittoria, credo che l'impatto di questo risultato vada ben oltre la sconfitta in sé, perché non abbiamo visto né rispetto né fair play”.

Nel finale il tecnico è stato anche ammonito dopo aver protestato platealmente dalla panchina facendo il segno della X con le braccia. Un confronto con Letexier che lo ha convinto ancora meno: "Pensavo che forse stesse nascondendo qualcosa, che avesse qualcosa da celare — ha concluso —.  Chi ha qualcosa da nascondere a volte non ci riesce del tutto, ed è esattamente quello che ho percepito durante quella conversazione”.