La baracconata è servita, con tutto il rispetto. E per baracconata intendiamo l’imminente “half-time show” in programma domenica tra un tempo e l’altro della finale del Mondiale. Trattasi a tutti gli effetti di resa del calcio (per come lo conosciamo) al sistema americano, quello che - tra l’altro - qualche giorno fa ha permesso a Balogun di giocare una partita da squalificato. Pensa te. Qui siamo in altro ambito, molto yankee e molto poco europeo, quello dello show a tutti i costi, la vera ragione per cui i tifosi a stelle e strisce spendono il loro grano per assistere a un qualsivoglia avvenimento sportivo.
E allora eccolo lì, bello e servito: tra un tempo e l’altro della partita di calcio più importante del quadriennio assisteremo alle esibizioni di Madonna, Shakira, il gruppo K-pop BTS, Justin Bieber, Burna Boy, il direttore d’orchestra Gustavo Dudamel, il PS22 Chorus e persino Laura Pausini (anzi no, Laura canterà solo nel pre-partita). Curatore artistico? Chris Martin dei Coldplay. Tutta ’sta pappardella sarà concentrata non nel consueto “quarto d’ora” buono per prendere il té, ma in 25/30 minuti che, di fatto, spezzeranno in due la sfida (già martoriata dai famigerati cooling break a metà tempo).
Son cose moderne e comprensibili, per carità, siam mica nati ieri, ma fa specie pensare che il sacro-calcio si stia uniformando sempre più all’ideale americano dello sport, con gli atleti al servizio dello spettacolo, i tifo-turisti che non sanno per chi devono tifare e i giocatori che «possiamo rientrare? Ci stiamo raffreddando...» ma «ancora un attimo, Al Bano non se ne vuole andare».