Amedeo Goria difende Daniele Adani, ma gli manda anche un messaggio chiaro dopo la telecronaca di Argentina-Inghilterra, finita al centro delle polemiche per i toni accesi dell'ex difensore. Lo storico volto della Rai, intervistato da Fanpage.it, invita infatti l'ex calciatore a moderare gli eccessi, pur riconoscendo che il suo stile è ormai parte integrante del personaggio.
"Io gli direi di darsi una calmata, ma ormai fa parte del personaggio — ha spiegato — Oggi, per fortuna o purtroppo, se non urli non ti nota nessuno". All'inizio “anch'io ero piuttosto perplesso da Adani, lo trovavo a volte esagerato — ha proseguito — Poi ho capito che il mondo è cambiato, il calcio è diventato uno show business e anche il concetto di servizio pubblico ormai è diverso".
Secondo il giornalista, le numerose critiche ricevute dalla Rai non rappresentano necessariamente un problema: "Se arrivano tante critiche va benissimo. Oggi fanno parte del gioco della comunicazione. Se nessuno ti critica, quasi non esisti. Adani crea attenzione, crea rumore mediatico. È un personaggio”.
Questo, però, non significa condividere ogni scelta: "Sì, anche a me quella telecronaca dà fastidio — ha detto ancora — Se fossi inglese mi arrabbierei. Però bisogna guardarsi intorno: viviamo in un mondo della comunicazione completamente cambiato". Goria si spinge anche oltre, paragonando questo modo di comunicare a quello di Donald Trump: "È il simbolo di una comunicazione che punta tutto sullo spettacolo, sulla capacità di essere divisivi".
Ripensando ai suoi 34 anni in Rai, il confronto con il passato è inevitabile. "Il nostro equilibrio, magari anche molto democristiano, era proverbiale. Potevi avere una simpatia per una squadra, ma non potevi fare il tifoso. Oggi il clima è completamente diverso".
E sul futuro di Adani non ha dubbi: "Gli arriveranno critiche, qualcuno gli dirà di calmarsi, ma ormai è fatto così". Decisivo, secondo Goria, anche il rapporto con Alberto Rimedio: "Lo lascia andare e ogni tanto gli dice 'adesso basta, respira'. Fa parte dello spettacolo. Sono diventati quasi una coppia di scena". Domenica, contro ogni polemica, saranno ancora loro a raccontare la finale mondiale tra Argentina e Spagna.