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Sinner, "piano anti-burnout": cosa c'è davvero dietro l'assenza a Montreal

domenica 26 luglio 2026
Sinner, "piano anti-burnout": cosa c'è davvero dietro l'assenza a Montreal

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Prima dei soldi e dei record, viene la salute. Per questo Jannik Sinner ha deciso di saltare il Masters 1000 di Montreal, per il secondo anno consecutivo. Secondo il Corriere della Sera, non è solo una questione di programmazione, per risparmiare le energie in vista dell'autunno con il grande obiettivo degli Us Open. No, è letteralmente un "piano anti-burnout", un piano per evitare l'esaurimento nervoso e psicofisico che sempre di più attende i tennisti di vertice.

"Dopo aver valutato attentamente tutti i fattori insieme al mio team, abbiamo preso la difficile decisione di ritirarmi da Montreal", ha comunicato il numero 1 al mondo un  paio di giorni fa. "Non è mai facile saltare un evento così importante, ma crediamo che questa sia la decisione giusta per dare priorità alla mia salute. Sono deluso di non poter essere presente, ma non vedo l'ora di tornare a Montreal in futuro", ha aggiunto. L'altoatesino, dunque, interromperà la striscia di sei Masters 1000 consecutivi vinti (tra cui tutti e 5 quelli giocati nel 2026), privilegiando un po' di riposo in più in vista del successivo Mille di Cincinnati e soprattutto di Flushing Meadows, l'ultimo Slam della stagione.

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A New York Sinner ha vinto nel 2024, perdendo in finale contro Carlos Alcaraz lo scorso anno. Lo spagnolo, che ha saltato quasi tutto il 2026, in America dovrebbe esserci anche se con la grande incognita delle sue condizioni fisiche. Ma Sinner, dopo la semifinale persa agli Australian Open, l'imprevista eliminazione per malore al Roland Garros e il trionfo di Wimbledon, non pare avere alcuna intenzione di fare sconti. E non certo per una questione di punti con cui imbottire la classifica (le Atp Finals di Torino sono già garantite da settimane). 

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Secondo il Corsera, Sinner ha letteralmente svoltato. No, non è diventato un festaiolo stile Alcaraz, ma sta attentamente valutando la gestione della sua carriera anche in una prospettiva "post". E così sono aumentati gli impegni commerciali, da vero e proprio "amministratore delegato della Sinner Corporation, 11.620.364 dollari fatturati in montepremi nei primi sette mesi dell’anno corrente". Cene di gala, shooting fotografici, eventi vari. Forse si è convinto che la ricerca spasmodica del record nei Masters gli sia costata troppo, il ko da stress a Parigi e un senso di incertezza e inquietudine che lo ha accompagnato anche sull'erba inglese, benedetta. Da qui l'idea di mettere davanti, per la prima volta, "il mio benessere personale". Sinner sarebbe "perfettamente consapevole, tra Indian Wells e Roma, di aver sopravvalutato le proprie forze".

Lo stesso coach Darren Cahill, dopo Londra, lo ha ammesso: "Dovremo stare attenti a non spremerlo troppo, se vogliamo per lui una lunga carriera. Jannik non è più il ragazzino che pensa solo al tennis che ho incontrato nel luglio 2022: è cresciuto, è diventato un uomo, ha una fidanzata, altri interessi". Insomma, a 24 anni pensa già al suo futuro a tutto tondo, con buona pace dei canadesi che ci sono rimasti malissimo.