Roma, 13 giu. (askanews) - "Il dato delle differenze territoriali è un dato che ha una connotazione legata anche agli investimenti effettivi fatti nei servizi sanitari regionali". Lo ha ribadito Marco Vecchietti in occasione del IX Rapporto RBM-Censis su sanità pubblica, privata e intermediata oggi a Roma. "Non è un tema solo di assistenza nell'immediato - ha spiegato l'AD di RBM Salute - ma di capacità di rinnovamento delle tecnologie disponibili, di capacità attrattiva dei professionisti. Non è infrequente il caso di specialisti affermati del Sud che pure operano all'interno di struttuere del Nord e poi di pazienti costretti a spostarsi verso il Nord per curare alcune patologie tra le più importanti, di natura oncologica, cardiovascolare, quindi patologie croniche che incidono in maniera importante sullo stato di salute della popolazione". In quest'ottica, ha proseguito Vecchietti "pensiamo che la sanità integrativa possa essere una leva importante in termini di perequazione dei livelli assistenziali tra le regioni e quindi un asset da tenere fortemente in considerazione sia in una logica di ribilanciamento di sostenibilità del servizio sanitario nazionale sia in una logica di avvio del percorso di regionalismo differenziato che non deve essere diseguale. Esperienze territoriali in altri paesi, Spagna e Germania, dimostrano come i fondi sanitari siano uno strumento particolarmente efficace per garantire il riallineamento di livelli di base a tutta la popolazione a fronte di caratteristiche territoriali ma anche sanitarie differenziate nelle diverse aree geografiche di un paese".



