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Trump non cede sul muro e incolpa gli immigrati dei problemi Usa

sabato 9 febbraio 2019
1' di lettura

Washington, 6 feb. (askanews) - "Nel passato molte persone in questa stanza hanno votato per il muro, ma il muro non è mai stato costruito. Io lo costruirò". Donald Trump nel suo discorso sullo Stato dell'Unione non ha ceduto sul tema che sta dividendo gli Stati Uniti da mesi: il muro per proteggere il confine col Messico dai migranti. Migranti che sono stati uno dei temi principali del discorso annuale del presidente di fronte al Congresso riunito e davanti alle donne dell'opposizione vestite di bianco in onore delle sufragette. Migranti sempre raccontati come un problema, "una crisi nazionale urgente" ha detto, aggiungendo informazioni non supportate da fatti, tra cui l'affermazione una "nuova grande carovana è in marcia verso gli Usa". Trump ha anche esagerato vantandosi dei suoi successi economici, senza tralasciare una frecciata sulle indagini che lo rigurdano. "Un miracolo economico sta avvenendo negli Stati Uniti e l'unica cosa che può fermarlo sono folli guerre, politiche o ridicole indagini di parte". Verità è invece la parola chiave per Stacey Abrams, la prima afroamericana a cui l'opposizione Usa ha affidato la tradizionale risposta al discorso sullo Stato dell'Unione. "Anche se sono davvero delusa dall'approccio del presidente ai nostri problemi, io non voglio che lui fallisca. Ma abbiamo bisogno che lui dica la verità e rispetti i suoi doveri e la straordinaria diversità che definisce l'America".