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Alla Galleria Borghese a Roma "Metamorfosi. Ovidio e le arti"

di TMNewslunedì 22 giugno 2026
2' di lettura

Roma, 22 giu. (askanews) - Approda a Roma alla Galleria Borghese "Metamorfosi. Ovidio e le arti", fino al 20 settembre. Il poema ovidiano è la chiave di accesso ad una visione del mondo fondata sul mutamento, sull'instabilità delle forme e sulla permeabilità dei confini tra umano, naturale e divino. Il percorso espositivo si apre con il racconto della creazione del mondo narrato nei versi iniziali del poema, attraverso opere del Cinquecento ma anche di Rodin e Br ncus i. Perché la metamorfosi, in questa mostra, attraversa anche i secoli, come ha spiegat la direttrice della Galleria Borghese Francesca Cappelletti: "Proprio per dimostrare la validità e il senso della poesia di Ovidio che arriva fino agli artisti dell'Ottocento, fino all'inizio del Novecento. Interpretazioni molto diverse e che ancora oggi parla agli artisti contemporanei".

La fortuna del testo ovidiano è al centro della sezione Il poeta e il libro, che indaga le trasformazioni che il poema ha conosciuto nel corso dei secoli, e in questa sala "Apollo e Dafne" di Antonio del Pollaiolo dialoga idealmente con il capolavoro di Bernini conservato nella Galleria, una delle più spettacolari traduzioni visive della poesia di Ovidio. Attorno al gruppo del "Ratto di Proserpina", sempre di Bernini, si sviluppa invece la sezione dedicata al mondo sotterraneo di Plutone, attraverso opere antiche, dipinti di Agostino Carracci e Orfeo ed Euridice di Rubens.

"Bernini ha probabilmente riletto Ovidio soprattutto in chiave di movimento, in chiave di bellezza che viene creata dal movimento, è un'estetica completamente nuova, è l'estetica che Bernini farà diventare l'estetica di quel secondo che noi chiamiamo il secolo del Barocco ma che c'è già nel racconto ovidiano" ha detto Cappelletti.

Nel racconto ovidiano la tessitura diventa metafora della creazione poetica, che nella sala dedicata ad Aracne si declina in dipinti, arazzi e manufatti tessili oltre alle interpretazioni di Tintoretto e Rubens. Tra le sezioni più importanti troviamo quella dedicata a Leda e il cigno, in cui si trova la straordinaria "Danae" di Correggio. Con il mito di Pigmalione la riflessione si sposta sul rapporto tra arte e vita, rappresentata dalle opere di Jean-Léon Gér me e Auguste Rodin. Il percorso prosegue con le vicende di Perseo e Medusa, attraverso opere di Rubens, Sebastiano Ricci, Antonio Tempesta. L'esposizione si conclude poi con una sezione dedicata al potere dell'amore, con le opere di Tiziano e Nicolas Poussin.