Roma, 21 giu. (askanews) - Riuscirà il piano degli Stati Uniti a risolvere il problema palestinese o lo complicherà ulteriormente? Con questo interrogativo, i rappresentanti palestinesi in Italia si sono ritrovati a Roma alla Stampa Estera per discutere del forum economico che si terrà il 25 e il 26 giugno in Bahrain in cerca di investimenti per sostenere il piano di pace voluto dal presidente americano Donald Trump. Velia Jacovino, direttrice editoriale di Futuro Quotidiano: "E' un iniziativa con un approccio antico, e proprio per questo non può funzionare. In Palestina non ci può essere pace se non si concedono la sovranità e l'autodeterminazione al popolo palestinese". "Sono molto scettica sull'esito di questo workshop del Bahrain. Penso che non si possa scambiare la pace con il denaro". Sulla stessa linea, il giornalista e attivista palestinese Samir al Qaryouti: "Il popolo palestinese sta vivendo il momento più critico della sua esistenza. Già da 76 anni sotto occupazione senza una soluzione, adesso veniamo a vedere un tentativo di scambio commerciale tra i diritti storici del popolo palestinese e qualche commerciante di passaggio che vuole scambiare con un pugno di dollari i diritti del popolo palestinese". Le rivolte per la democrazia in Algeria, Sudan e gli sviluppi drammatici della guerra nello Yemen, insieme all instabilità in Siria e in Iraq indicano il deterioramento della situazione politico-strategica in Medio Oriente - hanno denunciato i promotori dell'iniziativa - proprio nel momento in cui sale all'apice la tensione tra Usa e Iran soprattutto nell'area del Golfo". E Mohammed Hanoun, presidente dell associazione dei palestinesi in italia ha fatto un appello: "Questo forum è una minaccia dell'amministrazione Usa con la complicità di alcuni governi arabi. Il nostro appello ai partecipanti e ai governi arabi è di boicottarlo completamente perché è il momento di schierarsi con i diritti del popolo palestinese e la loro lotta e il rispetto dei diritti umani".



