Washington, 1 feb. (askanews) - Gli Stati Uniti hanno annunciato, per voce del segretario di Stato Mike Pompeo, che dal 2 febbraio sospenderanno l'adesione al trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (Inf) - firmato con l'Unione Sovietica in piena Guerra fredda - dopo il fallimento del dialogo con Mosca. Washington accusa il Cremlino di violare il trattato dal 2014. La sospensione durerà 6 mesi, dopo i quali scatterà il ritiro dal trattato, "a meno che la Russia non torni a rispettarlo, distruggendo tutti i missili, le basi di lancio e le relative attrezzature" che violano l'intesa. Il vice-ministro agli affari esteri russo, Sergei Ryabkov: "Riteniamo che il trattato sia necessario. Serve gli interessi della nostra sicurezza e della sicurezza europea. Sarebbe estremamente irresponsabile indebolirlo con passi unilaterali". "Stanno probabilmente avviando una gara per logorarci economicamente, ma non capiscono che abbiamo imparato la lezione dal passato e la nostra risposta ad ogni sfida economica sarà economicamente stimolante". Sull'argomento si è espressa anche la cancelliera tedesca Angela Merkel: "Per noi è chiaro che la Russia ha violato il trattato. Quindi abbiamo bisogno di parlare con la Russia e faremo tutto ciò che è in nostro potere, il ministro degli Esteri e io, per garantire che le trattative possano ricominciare entro sei mesi. Altrimenti la Nato analizzerà con molta cura ciò che questo significa". L'accordo fu firmato nel 1987 dall'allora presidente americano Ronald Reagan e dall'omologo sovietico, Mikhail Gorbaciov, e prevedeva l'eliminazione di tutti i missili a gittata intermedia e i relativi apparati di lancio, oltre al divieto di testare nuovi missili.



