Roma, (askanews) - In un momento in cui la Chiesa cattolica mondiale è alle prese con il riemergere dello scandalo degli abusi sessuali, il Sinodo sui giovani che si è aperto in Vaticano (3-28 ottobre) è "una grande benedizione" e "una grandissima opportunità": ne è convinto don Armando Matteo, professore di Teologia alla Pontificia Università Urbaniana, che ha appena mandato in libreria con l'editore Piemme "Tutti giovani, nessun giovane". "La nostra società parla tanto dei giovani per farli un po' fuori", afferma il teologo, mentre "la Chiesa, e in modo particolare Papa Francesco", intende occupoarsi di loro, senza nascondere che una "generazione incredula", che sembra poter tranquillamente vivere senza Dio, senza la Chiesa e senza la religione, pone alla Chiesa un interrogativo esistenziale: "In gioco c'è il futuro stesso della Chiesa". Don Armando Matteo mette in luce che per affrontare la questione giovanile è necessario parlare anche degli adulti "eccessivamente innamorati dell'ideale della giovinezza" che per questo non lasciano spazio ai giovani, e di "famiglie, molto cattoliche, che hanno poco di cristiano", che non riescono più a trasmettere la fede alle nuove generazioni. Ma di fronte alla crisi degli abusi sessuali il Sinodo è "una grande benedizione" e "una grande opportunità", dice il teologo, che cita il poeta tedesco Friederich Hoelderlin: "Lì dove c'è il pericolo, sorge anche la salvezza". E, con i primi due vescovi cinesi che partecipano ad una assemblea a Roma, dopo l'accordo tra Cina e Vaticano, ricorda che "dal punto di vista demografico" è "una delle parti più significative del pianeta" anche per la Chiesa cattolica del futuro.



