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Agnelli: politici siano più coerenti, stop interlocutore unico

sabato 20 ottobre 2018
1' di lettura

Milano, 15 ott. (askanews) - Più coerenza sulle politiche industriali e stop a un unico soggetto associativo come interlocutore del governo. Sono alcune delle richieste di Paolo Agnelli presidente di Confimi Indutria, che rappresenta circa 30mila imprese con un fatturato complessivo di 7 miliardi di euro, in occasione dell'Assemblea annuale "Le imprese scendono in pista", che si è svolta all'Autodromo di Monza. "Le richieste sono che occorre essere coerenti con ciò che si dice. Se tu politico dici che bisogna crescere, innovare e investire, nel momento che investi non puoi tassarmi gli interessi passivi con l'Irap, non puoi non farmeli dedurre come costo effettivo e dopo tassarmeli come fossero un utile, con il 22% di Ires. Queste sono condizioni che sono vergognose dal punto di vista delle logica". "Tornando al discorso delle Associazioni che fino adesso sono state ascoltate come uniche rappresentanze, trovo che sia scorretto perché rappresentano solo il 7-8% delle imprese italiane e sono viziate da aziende di Stato, in cui lo Stato paga qualcosa come 28 milioni di iscrizioni, il che rende il rapporto pieno di conflitti di interessi e di decisioni che vengono snaturate perché se devo contestare una scelta del governo non lo passo fare perché quello mi mantiene".