Libero logo

Fondazione Balzan: premio allo studio che abbraccia valori umani

sabato 27 ottobre 2018
4' di lettura

Milano (askanews) - Incoraggiare nel mondo, senza distinzioni di nazionalità, di razza e di religione, la cultura, le scienze e le più meritevoli iniziative umanitarie, di pace e di fratellanza tra i popoli. Con questo obiettivo la Fondazione Balzan - fondata a Lugano nel 1956 in memoria del giornalista del Corriere della Sera e uomo di impresa Eugenio Balzan - assegna ogni anno quattro riconoscimenti a studiosi internazionali e, una volta ogni tre anni, un premio a iniziative di pace e fratellanza. Le materie premiate, però non sono sempre le stesse, e i criteri che guidano la scelta seguono un obiettivo non scontato, privilegiando spesso anche i filoni che superano i confini della materie tradizionali. "Quello che succede di fatto è una scelta di discipline non di grandi settori, ma di settori ritenuti meritevoli di attenzione o perché sono stati trascurati o sono trascurati di solito, o perché si sa che all'interno di quel settore si sono svolte ricerche di particolare significato. O perché si è di fronte a discipline emergenti - dice Enrico Decleva, presidente Fondazione Balzan "Premio" - L'anno scorso abbiamo premiato 'la memoria collettiva' che non è certo una materia che si insegna nelle università, ma è in realtà un campo di studi importante. Quest'anno di nuovo 'la storia globale', che è una delle grandi novità della storigrafia internazionale; o ancora 'l'antropologia culturale' che a sua volta fa riferimento a studi importanti". Sostegno alle materie meno "visibili", per così dire ma sempre nel nome dell'equilibrio e della neutralità. "Una delle caratteristiche del Premio Balzan è di mantenere un'equa ripartizione dei premi tra l'area umanistica e quella sperimentale e medica - prosegue Decleva - Ma mentre ci sono molti premi dedicati alla seconda, non sono moltissimi quelli dedicati alla prima. E' importante, d'altra parte, rivendicare, anche con questa scelta simbolica, l'eguaglianza dei diritti dello studioso di fronte ai possibili riconoscimenti del suo lavoro". Conosciuto anche come "il Nobel italiano", il premio Balzan impegna i vincitori a destinare metà dell'importo in progetti di ricerca affidati a giovani studiosi . Anche questa una caratteristica dall'evidente valore simbolico, e non solo. "E' come se si volesse dire: la ricerca è importante in sè, per i risultati che ha dato, ma è importante anche perché proiettata nel futuro. - spiega il presidente ella Fondazioen Balzan "Premio" - Ci deve essere continuità tra le generazioni. Questo ha portato e sta portando anche ad un fatto per noi molto significativo: la nascita di una piccola rete di studiosi, che magari all'origine avevano trent'anni e adesso cominciano ad avere quaranta, che si sono legati alla Balzan, partecipano alla sua attività e ai suoi seminari. E' una piccola rete di giovani o quasi giovani studiosi internazionali che riconosce nella Balzan un punto di riferimento anche per il loro ruolo e il loro impegno". I premi assegnati ogni anno hanno un valore di 750.000 franchi svizzeri per ciascuna materia. Come detto metà dell'importo finanzia progetti portati avanti da giovani studiosi. Dal 2001 al 2017 i 68 progetti condotti dai giovani ricercatori di 20 Paesi sono stati finanziati dal Premio Balzan con oltre 30milioni. "L'Italia come sappiamo bene produce un alto numero di ricercatori di valore internazionale, ma non sostenendoli adeguatamente come fanno gli altri Paesi; questo è un dato ormai storico - aggiunge Decleva - Un Premio come il nostro può fare qualcosa, ma può fare fino ad un certo punto. L'essenziale è che faccia, che incida, e che si faccia conoscere". Con un intervallo non inferiore ai tre anni, ai quattro premi si aggiunge un quinto riconoscimento: il premio "Umanità, pace e fratellanza tra i popoli". "Quest'anno i premi sono cinque: i quattro consueti più quello umanitario, quindi è il ventaglio completo della Balzan che si esplica e indica un raccordo tra scienza, ricerca e valori della solidarietà; che devono essere un tutt'uno. E vissuti come tali - prosegue Decleva - Certamente i nostri vincitori scientifici sono avvertiti da questo punto di vista". Dalla Fondazione Balzan, quindi, riconoscimenti al valore della conoscenza non chiusa in se stessa o astratta, ma in raccordo con valori etici che ne indirizzino lo sviluppo. "Il punto per noi fondamentale è che la ricerca deve coniugarsi con la solidarietà e con i valori umani", conclude il presidente della Fondazione Balzan "Premio". La consegna dei Premi Balzan si svolge ad anni alterni a Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica, e a Berna, alla presenza del presidente della Confederazione o di un membro del Consiglio Federale, in rispetto della doppia nazionalità italo-svizzera della Fondazione. Per il 2018 la cerimonia si svolge a Roma, il 23 novembre, all'Auditorium dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Il Presidente della Repubblica consegnerà i Premi Balzan 2018 a: Eva Kondorosi (Ungheria/Francia), per l'ecologia chimica; Detlef Lohse (Germania/Olanda) per la dinamica dei fluidi; Jurgen Osterhammel (Germania), per la storia globale; Marilyn Strathern (Gran Bretagna) per l'antropologia sociale. Il Premio Balzan per l'umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli sarà consegnato a Terres des hommes (Svizzera).