Putlos (Germania), 20 feb. (askanews) - Tredici Paesi alleati e 10 mila uomini: Steadfast Dart 2026 è il primo dispiegamento su larga scala in tempo di pace della nuova Allied Reaction Force (Arf), su base NRDC-ITA HQ. Iniziata il 1° gennaio, si concluderà a marzo.
L'Italia contribuisce in modo significativo, non solo con tecnologie avanzate.
A parlare in queste immagini askanews il comandante del Comando Interforze Nato di Brunssum, generale Ingo Gerhartz.
"Steadfast Dart 2026 è la più grande esercitazione NATO di quest'anno. Con la Forza di Reazione Alleata, stiamo dimostrando con quanta rapidità e flessibilità possiamo schierarci in qualsiasi luogo per rafforzare il territorio dell'Alleanza. Il dispiegamento della Forza di Reazione Alleata dimostra che possiamo identificare rapidamente un potenziale avversario in una possibile crisi", ha detto il comandante del Comando Interforze Nato di Brunssum, generale Ingo Gerhartz. "La Forza di Reazione Alleata è composta da nazioni dell'Europa meridionale: Spagna, Turchia, Grecia e Italia. Il fatto che queste nazioni si stiano esercitando schierandosi in Europa Centrale è un segno importante dell'unità e della forza della Nato", ha aggiunto.
Tramite il Ministero della Difesa, l'Italia fornisce il comando NRDC-ITA e guida la componente terrestre dell'Arf con la Multinational Division South (MND-S) - erede della Divisione "Vittorio Veneto" con sede a Firenze - e la Brigata Alpina "Julia" (Arf Land Brigade su base Brigata Alpina "Julia", con al suo interno anche un battaglione spagnolo, un battaglione turco, una compagnia di paracadutisti della Repubblica Ceca e un'unità dell'esercito greco, ndr). Queste unità testano la risposta rapida in scenari multi-dominio, coordinando forze terrestri multinazionali con flessibilità e interoperabilità elevate. La "Julia", specializzata in operazioni montane, è già integrata nei dispositivi Nato di pronto intervento.
Steadfast Dart 2026 è anche un modo per capire cosa è possibile.
Come spiegato dal generale Gerhartz "si può immaginare la complessità logistica di questo dispiegamento su larga scala: oltre 10.000 soldati, più di 1.700 tra veicoli, navi e aerei. La Germania ha dimostrato nelle ultime settimane di essere eccezionalmente adatta come snodo logistico per garantire il transito di truppe di questa portata".



