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Sax e bollicine al Vinitaly: l'omaggio alla pace di Stefano Bottega

di TMNewsmartedì 14 aprile 2026
3' di lettura

Verona, 14 apr. (askanews) - I tempi sono complicati, ma la buona compagnia, la musica e le bollicine sono parte del nostro patrimonio culturale irrinunciabile, del nostro essere italiani e del nostro saper vivere. Stefano Bottega lo ha dimostrato con un concerto a sorpresa al Vinitaly: le canzoni di Vasco Rossi, il sax di Andrea Innesto, il calore del pubblico sempre più vicino. E tra il pubblico anche il ministro del Turismo italiano Gianmarco Mazzi che ha dimostrato di apprezzare il momento musicale organizzato alla fiera di Verona come anche la deputata Maddalena Morgante.

A esibirsi Stefano Bottega stesso, produttore di spumanti premium, noto per i suoi vini millesimati.

Prima del concerto ci racconta: "L'idea è nata soprattutto per rispondere a questo momento di grandi tensioni internazionali: si respirano atmosfere cupe e ogni giorno sui giornali, sui telegiornali si propongono notizie sempre peggiori" spiega. "Allora ho pensato che il mondo del vino aveva bisogno anche del sostegno del mondo della musica perché hanno in comune tante cose, i profumi sono un po' come le note che volano nell'aria, gli assaggi sono un po' come gli accordi di chitarra e quindi questa atmosfera mi sembrava l'ideale come messaggio da portare a tutto il pubblico che è così numeroso qui al Vinitaly" aggiunge.

La buona musica e il saper bere bene, senza esagerare ma per gustare un'esperienza sempre unica. "Sono due mondi che interagiscono molto bene tra di loro e poi queste continue notizie di guerre, di tensioni mi hanno fatto pensare agli anni settanta quando ero bambino, quando la musica era veramente protagonista di un messaggio di pace, ci ricordiamo John Lennon che parlava di pace, di amore, io a questo ho voluto aggiungere un po' il prosecco e la grappa che sono i miei prodotti ai quali tengo moltissimo", dichiara Stefano Bottega.

E oltre all'orgoglio di un produttore, c'è l'economia italiana: le bollicine hanno un peso, sulla tavola italiana e nell'arena internazionale, che va tutelato. "Una grande importanza: non dimentichiamoci che il prosecco è l'unico vino al mondo che sta crescendo sia nel mercato interno che nei mercati mondiali, con 720 milioni di bottiglie per un fatturato di 3,6 miliardi di euro; è un business molto importante che va salvaguardato, va tutelato, a questo proposito siamo contrari ovviamente ai dazi perché il libero scambio va sempre favorito" dice.

Ma anche il recente accordo che l'Unione Europea e l'Australia hanno siglato per ridurre i dazi doganali, facilitare l'accesso alle materie prime critiche e proteggere oltre 165 indicazioni geografiche europee, non è "piaciuto tantissimo" a Bottega "perché il prosecco deve rimanere solo italiano".

"A questo proposito voglio dire che lo champagne è stato tutelato al 100%, quindi gli australiani non potranno fare lo champagne, mentre è stato concesso loro per dieci anni di esportare il prosecco e poi di mantenerlo nel loro mercato interno, pensiamo che sia una cosa molto pericolosa e il Consorzio e anche il Ministero ritengo si debbano adoperare per rivedere l'accordo e tutelare il prosecco: il prosecco si può fare solo in Italia, nelle province di tutto il Friuli e nel Veneto", conclude.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Gualtiero Benatelli

Immagini askanews