Dopo il primo servizio andato in onda nei mesi scorsi, Filippo Roma, con Alfredo Liuzzi, torna a occuparsi della cosiddetta "Scommessa Collettiva", il club esclusivo ideato dal giornalista e politico Mario Adinolfi che prometterebbe rendimenti fino al 40% annuo e capitale garantito. Ma, secondo diverse testimonianze raccolte, i soldi affidati con la prospettiva di guadagni facili non sarebbero mai tornati indietro del tutto. Una vicenda su cui ora emergono nuovi elementi e ulteriori riscontri.
Qualche giorno fa, il confronto tra l’inviato e Adinolfi si è acceso — e non poco — fino a degenerare in un’aggressione fisica per Filippo Roma. Le immagini della tirata di capelli hanno fatto il giro dei media, insieme alle dichiarazioni di Adinolfi, che accusa il programma di dire falsità e di usare figuranti nei propri servizi. Accuse che l’inviato respinge mostrando addirittura il proprio casellario giudiziario, smentendo di essere un pregiudicato, e ribadendo la solidità del lavoro giornalistico svolto. Nel servizio in onda domani, in prima serata su Italia 1, vengono documentati bonifici, mail e conversazioni che attesterebbero i rapporti economici tra i testimoni intervistati e Adinolfi.
Tra queste, anche una donna invalida che vive in provincia di Roma con meno di 800 euro al mese, e che avrebbe consegnato i propri risparmi confidando nelle promesse di rendimento. Nonostante le prove raccolte, Adinolfi continua a negare. Eppure, secondo quanto ricostruito, la donna ha presentato denuncia al Tribunale di Roma il 18 dicembre scorso. Non solo: da altre denunce sarebbe scattato anche un sequestro conservativo delle somme versate, confermato dal giudice, che avrebbe ritenuto non autorizzata l’attività di raccolta del risparmio e “incontrovertibile” il credito vantato.
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