Roma, 18 mag. (askanews) - Una clip tratta da "Un futuro aprile" di Graziano Diana, in onda in prima serata su Rai 1 e Rai Play giovedì 21 maggio, con Ludovica Ciaschetti, Francesco Montanari, Peppino Mazzotta.
Liberamente ispirato all'opera letteraria "Sola con te in un Futuro Aprile" di Margherita Asta e Michela Gargiulo, il tv movie, racconta l'attentato contro il giudice Carlo Palermo, quella che è nota come "la strage di Pizzolungo", il 2 aprile 1985, con cui Cosa Nostra colpì per errore l'auto di Barbara Asta, che morì insieme ai suoi due figli gemelli, mentre Margherita, 11 anni, scampò alla strage perché si trovava a scuola. Il film segue il difficile cammino di quest'ultima: un'esistenza attraversata da rabbia e dolore, destinata a incrociarsi con quella del giudice. Nella clip, i momenti poco prima dell'attentato. Ludovica Ciaschetti è Margherita Asta, mentre Francesco Montanari interpreta Carlo Palermo.
"Quello che mi ha colpito fin dalla prima volta in cui ho conosciuto la drammatica storia della famiglia Asta, sono stati i contrasti. Il contrasto fra l'inaudita ferocia del gesto criminale - l'auto-bomba esplosa contro il giudice Palermo - e il candore delle innocenti vittime, la signora Barbara Asta ed i suoi gemellini. Il contrasto fra i piccoli sogni della sorellina superstite, Margherita, e l'enorme vischiosa rete di malaffare e di collusioni contro cui questi sogni si erano infranti" ha spiegato Graziano Diana.
E parlando dei contrasti che ha voluto mettere in evidenza nel film, ha detto: "C'è il mondo della famiglia Asta, dove vediamo Margherita cercare di ritrovare una parvenza di vita insieme a suo padre, e il mondo del giudice Palermo, sopravvissuto proprio attraverso il sacrificio di quella famiglia inerme. Dal giorno della tragedia, però, il mondo di Margherita e quello del giudice attraversano delle similitudini esistenziali: una stessa solitudine li rabbuia, una stessa solitudine circonda la famiglia di Margherita, così simile all'isolamento, all'ostracismo e all'emarginazione di cui comincia a soffrire il giudice. Emerge lo struggente contrasto tra padre e figlia, divisi dalla maniera di vivere il lutto e di cercare di sopportare quel dolore insopportabile. Ma emerge anche il contrasto fra il giudice sopravvissuto, servitore dello stato, e uno Stato che sembra essere incapace di trovare giustizia" ha detto il regista.



