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Sinner e la corsa disperata dopo l'affondo di Ruud. L'urlo che scuarcia Roma: "No!"

di Lorenzo Pastuglialunedì 18 maggio 2026
Sinner e la corsa disperata dopo l'affondo di Ruud. L'urlo che scuarcia Roma: "No!"

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“No!”. È un grido istintivo, quasi liberatorio, quello che si è alzato dal Centrale del Foro Italico quando Jannik Sinner si è lanciato in avanti, affondando un colpo smorzato. Il conseguente pallonetto di Casper Ruud, però, era purtroppo troppo lungo da prendere, nonostante il 24enne di Sesto Pusteria non avesse lasciato andare quella palla, partendo in una corsa a perdifiato. In quell’attimo c’è stato tutto: la tensione, lo stupore del pubblico e la consapevolezza che il ragazzo di San Candido stesse davvero per compiere qualcosa di storico. Sinner ha corso verso la palla con decisione, provato a cercare il tocco vincente, strappando un’esclamazione di dispiacere del pubblico, come a dire “No, sarebbe stato bellissimo se avesse preso anche questa”.

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Poco importa, però, perché poco più tardi Jannik si è preso gli Internazionali, diventando il simbolo di una giornata indimenticabile. Jannik ha superato Ruud con un doppio 6-4 e conquistato per la prima volta il Masters 1000 romano, riportando il titolo a un tennista azzurro esattamente cinquant’anni dopo l’impresa di Adriano Panatta, trionfatore nel 1976. Il numero uno del mondo aggiunge così un’altra perla a una carriera già straordinaria. A 24 anni è diventato il più giovane giocatore della storia a vincere almeno una volta tutti i Masters 1000, battendo il primato che apparteneva a Novak Djokovic. Per lui si tratta del 29° titolo Atp e del decimo in questa categoria.

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I numeri raccontano la continuità impressionante del suo rendimento: sei Masters 1000 consecutivi conquistati, 34 vittorie di fila in questi tornei e un bilancio stagionale di 36 successi e appena due sconfitte. Ora all’orizzonte c’è il Roland Garros, con un nuovo sogno da inseguire, considerando che Carlos Alcaraz non sarà presente. Ma, intanto, Roma si è goduto il suo re.

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