Roma, 28 mag. (askanews) - Nei suoi ultimi film, "L'uomo sulla strada", "Eravamo bambini" e "Fino alla fine" di Muccino aveva interpretato personaggi controversi, complessi, in bilico, mentre domenica 31 maggio Lorenzo Richelmy arriva in tv, su Rai 1, con una commedia, "Meglio tardi che mai". "Meglio tardi che mai fare una commedia romantica. - ha ironizzato l'attore - Sicuramente mi sono un po' liberato, non di un peso, ma di un dubbio, quello di non riuscire a fare l'eroe romantico".
Nel film tv diretto da Giuseppe Curti Richelmy interpreta un attore brillante ma egocentrico, costretto dal suo agente a un'azione di "redenzione" ad uso dei social: andare ad insegnare teatro in un carcere femminile, dove non viene accolto per niente bene. Pian piano però la recitazione avrà un valore terapeutico per tutti. Come lo è stato nella realtà per Lorenzo. "Io nasco come attore perché, anche perché, ero un bambino in carne preso in giro. - ha spiegato - E quindi per me indagare queste dinamiche era fondamentale, l'ho fatto prima di tutto con il teatro, ti aiuta a capire te, ma a capire gli altri, quindi capire come muoverti nel mondo. Quindi sono un grande fan del teatro come uso terapeutico".
Rispetto al pericolo dell'eccesso di narcisismo per chi, come lui o il protagonista di "Meglio tardi che mai", fa l'attore di professione, Richemy ha detto: Per me personalmente è un accendi-spegni, lo uso nel lavoro. Quando non sto lavorando cerco di minimizzarlo, di portarlo ai minimi termini. Dovrebbe essere la regola, mai prendersi sul serio".



