Roma, 8 lug. (askanews) - "Solo lo 0,11%. È questo il dato inquietante che rappresenta l'investimento delle pubbliche amministrazioni per il welfare. È, anche paragonato al privato, dove si va tra l'1,5% e il 5%, una cifra insignificante" così Marco Carlomagno, segretario generale di Flp, il sindacato dei lavoratori pubblici e delle pubbliche funzioni, è intervenuto a margine dell'assemblea "Contrattazione e welfare nel pubblico impiego: diritti, servizi, futuro" che ha visto parlamentari e figure apicali della pa confrontarsi sul grande tema del welfare, tra cui Valeria Vittimberga, Direttore Generale INPS, Antonio Naddeo, presidente Aran e Guido Castelli, Componente della commissione Finanze e Tesoro al Senato della Repubblica.
La ricerca Bigda per Flp presentata durante l'assemblea ha portato alla luce un quadro coerente ma non incoraggiante: il welfare nella PA è strutturalmente arretrato rispetto al privato, secondo il sindacato i lavoratori ne hanno bisogno, e il dibattito pubblico non lo sa ancora. Per questo, Flp chiede un cambio di paradigma.



