Riccione (Rn), 5 set. (askanews) - Sulla stessa pista, nello stesso weekend, corrono un bambino di sei anni, un master di novanta e un atleta in carrozzina. Riccione è il palco dell'atletica, ma VerdeAzzurro, l'evento di fine estate di Aics, è più largo: tre settimane tra Misano e Cervia in cui i campionati nazionali si alternano a corsi di formazione, stage inclusivi e laboratori ambientali.
"Siamo allo stadio di Riccione per la finale del 60° campionato nazionale di atletica - spiega il responsabile nazionale Dipartimento Sport Aics, Filippo Tiberia -. Un momento straordinario, Memorial Pietro Mennea, quindi con oltre 500 partecipanti. In totale sono oltre 5000 partecipanti in tutta la Riviera Romagnola, passando dal pattinaggio fino ad arrivare al padel, con anche pallavolo e appunto atletica".
Trentacinque edizioni, sempre lungo la stessa costa. Per i Comuni che ospitano VerdeAzzurro il calcolo è semplice: tre settimane di gare a cavallo tra agosto e settembre, quando la stagione balneare rallenta e lo sport prende il suo posto nel calendario.
"Siamo orgogliosi della collaborazione storica che c'è con Aics - commenta l'assessore allo Sport del Comune di Riccione, Simone Imola -. Questo evento ne è la conferma: entusiasmo, bel tempo e tanta sana competizione. Questo è quello che Riccione vuole. Penso che in questi periodi dei social network fare questo tipo di manifestazione, anche e soprattutto per i giovani, sia una delle cose più importanti perché lo sport e la comunicazione dello sport siano un valore fondamentale per la crescita di questi ragazzi".
Dal 2026 tutti gli eventi sportivi Aics sono "green": nessun consumo di territorio e, accanto alle gare, i laboratori di AiCS Ambiente. A Riccione ci sono il Preventing Plastic Invasion, sul riuso della plastica, e la Rifiuthlon, una gara di raccolta rifiuti a premi. Le regole, però, non sono quelle di una pulizia.
"Il mio auspicio - dice il responsabile nazionale Ambiente Aics, Andrea Nesi - è quello che molti altri prendano questo esempio di utilizzare l'ambiente sotto forma di gioco per includere le persone. Come vedete nella Rifiuthlon, i bambini hanno una pinza, ma non hanno sacchetti, quindi non la vivono come una raccolta, una pulizia. Noi gli diciamo: 'Siete degli educatori, non dei pulitori'. E questo è quello che noi ci auguriamo, che molti seguano questo esempio e utilizzino questa modalità giocosa per includere e coinvolgere le persone, che sono ancora pochissime rispetto al totale".
Inclusione è la parola che il programma ripete più spesso: trenta atleti paralimpici in gara con tutti gli altri, lo stage di karate per ragazzi con bisogni particolari a Cervia, un corso sugli ambienti sportivi sicuri curato dal dipartimento Lgbt e dall'ufficio safeguarding. In pista, la parola si traduce in corsie condivise. "Qui - continua Tiberia - abbiamo degli atleti in carrozzina, abbiamo degli atleti over 90. Ieri avevamo un atleta 96enne, e quindi vedere il sorriso, la gioia nei bambini ci riempie veramente il cuore. Il vero sport che porta avanti i valori che sono appunto l'inclusività, lo stare insieme, il senso di comunità e soprattutto, appunto, il divertimento. Io dico: 'Un sorriso vale più di mille medaglie'".
Pietro Mennea è partito da campi come questo. Non è detto che da Riccione esca un altro campione, e non è nemmeno il punto: un ente di promozione sportiva non si misura sui podi, ma su quanti restano in pista dopo l'ultima gara.



