Insieme a Silverstone e Spa, Monza è una delle tre piste iconiche in questa Formula 1 dell’era IA. Per capirne di più tentiamo un immaginario giro di pista con Arturo Merzario, ex pilota Ferrari che qui ha corso (e talvolta vinto) con ogni bolide.
Perché Monza è considerata ancora una pista unica?
«Per la storia, è stata costruita 104 anni fa, nel 1922. Quindi per il fascino che emana e per le caratteristiche tecniche: è la più veloce, ma la creazione di tutte quelle chicane l’hanno un po’ rovinata».
La partenza e la prima variante saranno tratti fondamentali?
«Al via si forma sempre un imbuto delle monoposto e, alla prima variante, ci sono rischi di incidenti. La gara però non si vince solo lì».
Il tratto verso Biassono e la seconda variante della Roggia sono altri punti caldi del circuito.
«Si inizia il tratto di pista dove preparare i possibili sorpassi alla seconda variante laddove, in passato, ci sono state manovre molto spettacolari».
Poi si affrontano i due curvoni: Lesmo 1 e Lesmo 2.
«Lesmo 1 non è più quella dei miei tempi, E Lesmo 2 è stata modificata perché troppo pericolosa. Ora presenta un tratto infido dove gli errori di guida possono essere in agguato».
Poi giù alla variante Ascari.
«Ci si tuffa toccando i 330 chilometri orari, come a Biassono. Dopo la frenata, si affrontano in rapida successione tre curve».
Prima dell’arrivo c’è infine la Parabolica intitolata a Michele Alboreto.
«È una curva lunga e a raggio crescente dove però è impossibile ora sorpassare».
La Ferrari è stata veloce ieri con il nuovo motore potenziato grazie alla regola dell’Adue?
«Ormai questa è una F1 dove è fondamentale ricaricare bene le batterie, ma i 15-20 cavalli in più del motore Ferrari non saranno così decisivi. Magari soltanto oggi in qualifica».
Leclerc ha già vinto due volte a Monza. Farà tripletta?
«La SF-26 ha un ottimo passo in gara e un Hamilton di nuovo tonico».
Sembra un altro Sir Lewis rispetto al 2025.
«Ed è così. Oggi potrebbe stampare la pole».
Antonelli cambierà motore e partirá ultimo. Cosa può oggettivamente fare?
«Ha dimostrato comunque un ottimo passo gara. Può rimontare arrivare nei primi cinque».
Possibilità che vinca il mondiale? «Enormi con questa Mercedes». Russell è il suo vero rivale?
«No, se Kimi non fa errori o la Mercedes sarà sempre affidabile, può essere campione 73 anni dopo quello vinto da Ascari».Su chi scommetterebbe per la vittoria domani?
«Su Charles o su Lewis. Lo spero per la metà dell’Italia che tifa per la Ferrari e non Kimi».




