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A Venezia il docufilm "Echo" tra sensibilità artistica e innovazione

di TMNewsdomenica 13 settembre 2026
2' di lettura

Venezia, 13 set. (askanews) - Alla Mostra del Cinema di Venezia quest'anno è sbarcato anche il Padaglione Venezia, che ha portato al Lido il dialogo tra arte, cinema e innovazione. È stato presentato il documentario "Echo", dedicato alla genesi e allo sviluppo dell'omonimo progetto nato nell'ambito del Padiglione Venezia della Biennale Arte 2026. Il film (nato dalla collaborazione tra Padiglione Venezia, Comune di Venezia, H-FARM e Cisco) segue le esperienze dello scenografo Paolo Fantin e del compositore e pianista Dardust, affiancati da designer e sviluppatori di intelligenza artificiale e racconta il processo creativo in cui si incontrano, completandosi, sensibilità artistiche e competenze tecnologiche. Paolo Fantin ha spiegato: "Il viaggio parte da Dardust, che ha scritto per noi un brano, parte proprio dal cercare di raccontare l'emozione in maniera tridimensionale, come rendere visibile ciò che la musica crea in noi. Io penso che lo spazio e la musica siano creati da vibrazioni e noi umani, l'emozione nostra umana, le può trasformare creando appunto delle visioni che non sono reali. E questo è stato il viaggio che abbiamo fatto insieme, usando la IA come un traduttore, un traduttore di emozioni, dove attraverso dei testi poetici mitologici l'emozione umana viene trasformata in poesia. Quindi l'installazione è un viaggio in un tunnel che parte dal bianco e arriva al nero, il pianoforte suona e mentre suona lascia pezzi di se stesso, quasi dissolvendosi nell'acqua. E al fondo di questa laguna veneziana, che è l'archetipo di Venezia, che è madre, che è tutto ciò che raccoglie questa fragile ma immensa e potentissima città, costruirà in sei mesi, attraverso il messaggio che tutte le persone lasceranno, una memoria collettiva".