Milano, 8 ott. (askanews) - Sette università in tre continenti, un progetto che riguarda il tema dell'empatia e tanti artisti che dialogano con gli atenei e la spiritualità. Nell'ambito della Triennale d'arte delle Università Cattoliche nel mondo, a Milano è stata inaugurata una mostra nel campus della Cattolica che vede la presenza di quattro artisti - Rodrigo Cass, Rui Chafes, Orla Barry e Gian Maria Tosatti - che, ciascuno con la propria sintassi, esplorano questi "Esercizi di empatia".
"In questo particolare edificio che ha una storia millenaria in questi chiostri bramanteschi e nella sezione anche nuova della sede, quella di San Francesco - ha spiegato ad askanews Elena Di Raddo, docente di Storia dell'arte contemporanea in Cattolica - ci saranno quattro artisti che raccontano il tema specifico che è quello della delle macchine spirituali. Questo è il tema che abbiamo voluto affrontare qui a Milano. Le macchine spirituali intese con come un veicolo per amplificare il nostro rapporto con la spiritualità".
Tra gli artisti della mostra, curata da Nuno Crespo, c'è anche Tosatti, uno di quelli che sanno gestire il senso dei luoghi e del tempo, collocandoci in una situazione che diventa sensazione e diventa pensiero. In questo caso è intervenuto in uno spazio pubblico, abitato dagli studenti, con un lavoro al tempo stesso quasi invisibile e di profondo impatto.
"È un'opera estremamente minimale - ci ha spiegato - in realtà si tratta fondamentalmente di una ambientazione, non non c'è nulla, non c'è veramente nulla, quindi è solo un'atmosfera e possiamo dire che è un lavoro sull'indifferenza al bene e al male, all'orrore che ci scorre attorno o anche alla grazia che ci scorre intorno. Tante volte siamo nello stesso modo indifferenti. Tutto questo in realtà è solo un prologo, in realtà questo ci chiama delle riflessioni molto più profonde che però sono necessariamente questa volta soggettive, personali. Quindi è davvero difficile inquadrare quest'opera a parole. Si deve entrare, la si deve attraversare e poi si torna a casa con i pensieri che l'opera ci ha suscitato".
La Triennale, nelle parole dei promotori, vuole essere un'esperienza che mira a dare voce culturale alle università e, attraverso di esse, a coinvolgere l'intera società, partendo proprio dal concetto, e dal metodo, dell'empatia.



