Erevan, 16 ott. (askanews) - Dopo l'ammissione dell'impossibilità di raggiungere l'obiettivo di limitare l'aumento delle temperature globali a 1,5 gradi, come era stato previsto dagli accordi di Parigi, il mondo si ritrova a Erevan, in Armenia, per affrontare il tema della biodiversità a rischio. Ad aprire la riunione della COP17 anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha lanciato l'ennesimo monito sul tema della svolta energetica necessaria per ipotizzare un futuro diverso per la Terra.
"Sovvenzionare i combustibili fossili - ha detto Guterres - significa sovvenzionare il suicidio. Stanno facendo bollire il nostro pianeta e rappresentano una piaga per la biodiversità. Esorto i governi di tutto il mondo a porre fine una volta per tutte a questi sussidi e a utilizzare le risorse risparmiate a beneficio delle persone e del pianeta".
Finora gli appelli dell'Onu, così come delle associazioni ambientaliste, sono caduti nel vuoto e i dati che arrivano vanno in un senso solo: la crisi climatica si sta aggravando. Seco do il rapporto Copernicus anche settembre 2026 è stato un mese da record, il secondo più caldo della storia, i mari e gli oceani si surriscaldano e cresce la percentuale dei territori esposti a ondate di calore senza precedenti. Una fotografia che, anche da Erevan, rischia di essere irreversibile, per la biodiversità, ma anche per la nostra stessa sopravvivenza.



