L’Aeronautica militare israeliana ha distrutto un elicottero iraniano MI-17 all’aeroporto di Sanandaj, nella provincia del Kurdistan (ovest Iran), come annunciato dalle Forze di Difesa israeliane (IDF) con un video dell’operazione diffuso sui social dell'Idf.
Il velivolo era in uso alle Guardie della Rivoluzione Islamica, e l’attacco si è basato su intelligence precisa in tempo reale. L’IDF ha ribadito l’obiettivo di colpire e annientare le capacità aeree dei Pasdaran e consolidare la superiorità aerea nell’Iran occidentale, in linea con l’escalation del conflitto iniziato il 28 febbraio 2026 con l’operazione congiunta USA-Israele “Epic Fury”, che ha colpito centinaia di target missilistici, nucleari, droni e infrastrutture iraniane.
Un precedente significativo è l’affondamento della fregata iraniana Iris Dena (classe Moudge, una delle unità più moderne della Marina iraniana), avvenuto il 4 marzo nell’Oceano Indiano, a circa 35-40 miglia nautiche dalla costa meridionale dello Sri Lanka (vicino a Galle), in acque internazionali.
Il sottomarino USA USS Charlotte (classe Los Angeles) ha lanciato siluri Mk-48 che hanno colpito la poppa della nave, causandone l’affondamento rapido (in 2-3 minuti) con una esplosione e l'allagamento. La Dena rientrava in Iran dopo aver partecipato all’esercitazione multilaterale MILAN 2026 e alla International Fleet Review in India (Visakhapatnam).L’attacco ha provocato almeno 87 morti (corpi recuperati dalla Sri Lanka Navy), 32 superstiti salvati e decine di dispersi.
Il Pentagono ha rilasciato un video dal periscopio, e il segretario alla Difesa USA Pete Hegseth lo ha definito un colpo decisivo contro la Marina iraniana, parte di un obiettivo dichiarato di “cancellare” la flotta nemica. L’Iran ha denunciato un “atrocità in mare”, accusando gli USA di non aver tentato soccorsi e di aver ignorato avvisi; alcuni rapporti indicano che il comandante iraniano rifiutò l’ordine di abbandonare la nave nonostante presunti avvertimenti USA.



