Roma, (askanews) - Alla serata per le nomination dei Nastri d'Argento al Maxxi a Roma, Askanews ha intervistato Pierferdinando Diliberto, meglio noto come Pif, che si è occupato di mafia con il film "La mafia uccide solo d'estate". In merio alla controversa vicenda sollevata a seguito del pronunciamento della Corte di Cassazione a proposito di Totò Riina e della morte "dignitosa", Pif ha detto che "il capo della mafia non può andare a casa sua". "La cosa che deve essere chiara a tutti è che Totò Riina - ha detto Pif ad Askanews - è il capo della mafia, non c'è stato uno che ha sostituito Totò Riina. Non è operativo perchè è in carcere, si spera". "Quindi lo vogliono liberare? "Ci devono dire: "noi prendiamo il capo della mafia e lo portiamo a casa sua, questo devono dire". Lui va curato, perchè noi - ha affermato Pif - non siamo la mafia, però dal carcere vada in ospedale, non può dal carcere andare a casa sua, perchè Totò Riina è il capo della mafia. Punto". "In teoria, seguendo questo ragionamento, allora - ha psservato Pif - era Provenzano che doveva essere liberato perchè si dice che è stato Provenzano a far arrestare Totò Riina, ma non lo sapremo mai".



