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Farinetti presenta Fico: luogo vero, racconta cibo dall'origine

sabato 11 novembre 2017
2' di lettura

Bologna (askanews) - "Per Eataly world abbiamo pensato di fare la cosa più banale del mondo: iniziare a parlare di cibo partendo dall'origine e non dalla fine". Le parole di Oscar Farinetti, patron di Eataly, suonano come il manifesto programmatico della sua ultima creatura: Fico, la Fabbrica italiana contadina che dal 15 novembre apre al pubblico a Bologna. Nell'anticipazione fatta alla stampa, mentre gli operai concludono gli ultimi lavori di rifinitura, Farinetti racconta con entusiasmo questo progetto che ha preso corpo nell'arco degli ultimi quattro anni: 100mila metri quadrati di Expo permanente sull'agroalimentare italiano, nell'area dell'ex ortomercato bolognese. La mia paura è che uscisse un non luogo, dove si fa agricoltura dimostrativa, fabbrichette, noi la fabbrica di pasta che c'è qua fa 20 quintali di pasta al giorno. Un luogo vero dove partendo dalla terra si arriva alla trasformazione dalla trasformazione si arriva alla tavola, al mercato e in mezzo un teatro un cinema un centro congressi e soprattutto sei giostre L'obiettivo di questo, che è considerato il più grande parco agroalimentare al mondo, è di imparare divertendosi, di spostare, per dirla con le parole di Farinetti, il tema dell'educazione dal senso del dovere al senso del piacere. Prova ne sono le sei giostre educative. E' forse proprio per questo che al suo ideatore piace la definizione di Disneyland del cibo: "Hanno creato intorno a Disney questo grande show a Orlando Disneyworld è molto sbagliato da parte di noi italiani che facciamo i fighetti che siamo nati nel paese più antico del mondo, con la storia più importante, snobbiamo quella roba lì e poi non ci sbattiamo". Ma Fico a Bologna si pone anche come un grande polo di attrazione turistica, sfruttando la posizione strategica del capoluogo emiliano. Proprio per i visitatori stranieri a Fico sono stati pensati dei servizi ad hoc: "E' l'unico luogo al mondo dove scoprire divertendosi la filiera completa dell'agroalimentare, perchè è un luogo di grande divertimento e anche un luogo per stranieri dove comprare tutto quello che vogliono. Poi dopo le casse c'è l'ufficio postale che gli consegna la merce in tutto il mondo, vicino l'ufficio dogana che gli rimborsa l'Iva" Tra i visitatori quelli che però stanno più a cuore a Farinetti sono i giovani: i numeri parlano di 300mila il primo anno, ma l'obiettivo è più ambizioso: "Ci sono 9 milioni di studenti in Italia mi piacerebbero che venissero mezzo milione per anno e l'obiettivo è semplice: dobbiamo convincere le nuove generazioni che siccome nessuno di noi sceglie dove nascere essere nati in Italia è pura fortuna e forse deve dedicare un po' di tempo a farsela perdonare sbattendosi".