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Omicidio Kuciak: "La Slovacchia orientale nel mirino dei clan"

sabato 3 marzo 2018
2' di lettura

Bratislava, (askanews) - La polizia slovacca ha arrestato Antonino Vadalà, l'uomo d'affari italiano chiamato in causa nella vicenda dell'uccisione del reporter Jan Kuciak. Fermati anche il fratello Bruno e un cugino, Pietro Catroppa, a conclusione di un blitz in abitazioni di due località della Slovacchia orientale (Michalovce e Trebi ov). "Sì, possiamo chiamarla pista italiana", ha precisato il capo della polizia Tibor Gaspar. Marek Vagovic, capo dell'unità investigativa del sito dove la vittima lavorava, Aktuality.sk, rivela: "Jan Kuciak ha esposto le attività delle persone legate alla 'ndrangheta e alle loro attività in Slovacchia, in particolare ciò che riguarda l'ottenimento di fondi europei, di diversi contratti governativi, di possibili sospetti di frodi fiscali, estorsioni e altri reati violenti. Nel suo articolo ha attirato l'attenzione sul fatto che queste persone hanno avuto dei contatti con i più grandi politici del partito al potere, Smer, fino all'ufficio del governo". Kuciak aveva scritto di quattro famiglie in odor di Ndrangheta operanti in Calabria e nel mirino ora degli inquirenti: Vadalà, Cinnante, Roda e Catroppa, operanti principalmente nel settore agricolo, proprietarie di decine di aziende, con un patrimonio di decine di milioni di euro e che percepiscono sostegni dai fondi Ue per centinaia di ettari di terreno. Sotto la lente del reporter erano finiti i legami tra Vadalà con lo stretto entourage del premier slovacco Robert Fico, in particolare con Maria Troskova, assistente del capo del governo e con Vilian Jasan, segretario del consiglio di sicurezza. Il 28 febbraio i due si sono dimessi, assieme al ministro della Cultura, Marek Madaric. "Sono ancora convinto al 99% che questa vicenda sia legata a ciò che ha scritto sulle persone legate alla 'ndrangheta e le loro attività in Slovacchia. C'è anche la possibilità che possa esserci una concorrenza tra due clan, uno che tentava di cacciare l'altro dalla Slovacchia orientale, dove il clan Vadalà voleva costruire qualche cosa come Palermo. Con l'uccisione di un giornalista hanno voluto attirare l'attenzione su questa cosa e sbarazzarsi del concorrente. Ma sono speculazioni. Sono ancora dell'idea che ciò sia legato a quello che ha scritto. Non vedo altra versione realista dei fatti".