Città del Messico (askanews) - Non siamo criminali. È il grido di aiuto dei migranti partiti dall'Honduras e in marcia verso gli Stati Uniti. Sono stati definiti "una emergenza nazionale" da Trump che li ha usati in uno spot elettorale per le elezioni di metà mandato tanto razzista che tutte le tv americane, Fox compresa, e Facebook, si sono rifiutate di trasmetterlo. "Secondo Donald Trump siamo criminali. Grazie a Dio, non siamo criminali e gli chiedo, con tutto il mio cuore di aprirci le porte. L'unica cosa che cerchiamo è un lavoro migliore", dice José David Meija, fermo in Messico insieme al resto della carovana. Una delle tante che sta percorrendo lo Stato: alcuni sono fermi a Città del Messico per riposarsi, altri stanno attraversando adesso il Sud del Paese. In tutto sono fra le 8 le 9mila persone secondo la Commissione nazionale dei diritti dell'uomo. "Voglio dire a Trump che non siamo criminali, qualcuno di noi sta combattendo per avere una vita migliore, ma noi non veniamo sul piede di guerra nè per fare danno", ribatte Norma Villeda. Dall'Honduras al Messico hanno percorso circa 1.600 chilometri. A piedi o su mezzi di fortuna. Altri 1.000 li separano dalla frontiera con gli Stati Uniti dove li aspettano migliaia di militari inviati da Trump per proteggere il confine.



