Libero logo

Armando Testa e lo sport al Museo del Novecento di Milano

di TMNewsgiovedì 22 gennaio 2026
2' di lettura

Milano, 22 gen. (askanews)- In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, il Museo del Novecento di Milano, in collaborazione con Testa per Testa, presenta Urrà la neve! Armando Testa e lo sport, una mostra focus dedicata alla produzione grafica sul tema sportivo del maestro della comunicazione visiva italiana. Il progetto a cura di Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello propone sette manifesti e un contributo audiovisivo che raccontano l'evoluzione del linguaggio di Armando Testa, capace di tradurre gesto, velocità e movimento in immagini e di trasformare le pratiche sportive in metafore di cambiamenti culturali e sociali del proprio tempo.

Gianfranco Maraniello, Direttore del Museo del Novecento, ha raccontato ad askanews il progetto: "Armando Testa è stato un genio della comunicazione e della creatività. Il suo immaginario ha sempre avuto a che fare con l'arte, con le strategie linguistiche della modernità e attraverso la modernità poter inventare il futuro. Tornare a parlare di Armando Testa e del suo rapporto con lo sport, con la neve, al Museo del Novecento, nella piazza Duomo che è il luogo centrale per la comunicazione, le celebrazioni, le premiazioni, le televisioni e tutto quello che riguarda il contesto mediale delle Olimpiadi significa tornare con consapevolezza nel cuore delle questioni più importanti del rapporto tra arte e linguaggi comunicativi. Lo facciamo attraverso una serie importante di manifesti e una geniale invenzione pubblicitaria ambientata proprio nel contesto montano e della neve".

Accanto ai sette manifesti, il celebre carosello Il treno per Saiwa (1966-1969) estende la ricerca di Testa allo spazio filmico e performativo: corpi umani che si fanno macchina e movimento, anticipando sperimentazioni affini alle pratiche Fluxus e alle ricerche di John Cage.

Priscilla Greggi, Responsabile delle attività di Testa per Testa ha aggiunto: "Il rapporto tra Testa e lo sport attraverso oltre 30 anni della sua produzione grafica e pubblicitaria e testimonia quanto fosse in grado di tradurre in immagini i cambiamenti culturali e sociali del proprio tempo. Mise appunto un linguaggio che seppe coniugare essenzialità, ironia, sperimentazione visiva, producendo sempre un risultato straordinario di grande impatto visivo. attraverso spesso l'introduzione di elementi inaspettati, della combinazione di elementi che provenivano da contesti diversi, per cui le sue opere molto spesso non si esaurivano ad una prima lettura immediata, ma potevano rivelare dei significati ulteriori, dei sensi che si ribaltavano producendo così nello spettatore una sensazione di meraviglia, che è una poi delle cifre caratteristiche del lavoro di Testa".