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Inclusione e regole, la linea di Modi all'Ai Impact Summit in India

di TMNewsvenerdì 20 febbraio 2026
1' di lettura

Milano, 20 feb. (askanews) - L'intelligenza artificiale non deve essere solo potenza tecnologica, ma anche inclusione, sicurezza e cooperazione internazionale. Dall'Ai Impact Summit in India arriva un messaggio chiaro: "Dobbiamo democratizzare l'intelligenza artificiale. Deve diventare uno strumento di inclusione e responsabilizzazione, in particolare per il Sud del mondo", ha affermato Narendra Modi. Secondo il primo ministro indiano, l'AI deve diventare un volano di sviluppo sociale, sanitario ed economico, evitando nuove disuguaglianze.

Al summit hanno partecipato numerosi leader politici e industriali: rappresentanti di governi asiatici, africani ed europei, insieme ai vertici delle principali aziende tecnologiche globali, da Sam Altman, ceo di OpenAI, all'ad di Google Sundar Pichai e il ceo di Microsoft Satya Nadella, a conferma del peso strategico attribuito al summit e del confronto diretto tra politica e Big Tech sul futuro dell'Intelligenza artificiale.

Al centro della manifestazione anche il tema della sicurezza e della regolamentazione. Modi ha insistito sulla necessità di un'AI "child-safe", trasparente e responsabile, mentre Emmanuel Macron ha rilanciato l'urgenza di regole comuni e di una governance internazionale. Per il presidente francese, nessun Paese dovrebbe limitarsi a essere un semplice mercato per tecnologie sviluppate altrove: "Credo davvero che abbiamo molte risorse e che siamo in gara. Siamo indietro sia rispetto agli Stati Uniti che alla Cina, ma siamo in corsa", ha affermato il presidente francese.

Il vertice segna una direzione precisa: meno corsa senza regole e più attenzione a etica, inclusione e sicurezza, con l'India che prova a ritagliarsi un ruolo centrale nella futura governance globale dell'AI.