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La polemica

Lasciate che Trump vada in vacanza (e non siate ipocriti)

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Lasciate che Trump vada in vacanza (e non siate ipocriti)

Le vacanze d’agosto sono un appuntamento per tutti, anche per i presidenti degli Stati Uniti. E, immancabile, viene anche la critica di “ipocrita” al leader di turno, che la stampa conservatrice ha riservato per 8 anni ad Obama che andava a Martha’s Vineyard, e che in questi giorni i media liberal (italiani in prima fila) appiccicano a Trump perche’ va per due settimane abbondanti a giocare golf. Quando non era alla Casa Bianca, accusano, Donald bastonava Barack perche’ passava il tempo, con la mazza in mano, nella lussuosa “Portofino” della borghesia del Massachussetts, e adesso e’ lui che se ne sta bellamente, a sfogarsi tra le buche, nel piu’ sfarzoso dei suoi possedimenti in New Jersey. “Ipocrita”!

E invece no. L’ipocrisia, in politica, e’ solo di chi predica una cosa e poi, appena e’ in ferie, ne razzola un’altra. Mi spiace, ma trattandosi di ideologie - e di approcci comportamentali alla vita opposti - l’equivalenza tra Obama e Trump non regge. Se nella tua vita da militante, per salire di carriera fino a diventare presidente, ti immergi nelle miserie degli indigenti e dei reietti, e fai l’ ‘attivista di quartiere’ per combattere le ‘diversita’ sociali e perseguire l’eguaglianza tra poveri e ricchi, coerenza vorrebbe che tu continuassi a frequentare le persone, e le situazioni che ti hanno fatto quello che sei, anche a Ferragosto. Invece, appena puoi mentre sei al potere, ti rifugi nelle piu’ esclusive enclave sociali, nelle ville degli attori hollywoodiani che dell’ipocrisia umana sono icone da cartellone. E poi, quando passi le chiavi della Casa Bianca al successore, sparisci addirittura sull’isoletta privata dell’ipermiliardario Branson, modello DOC di elitismo a cui non basta neppure la Terra per sfogare la sua ossessione di grandezza.

Capisco che e’ un brutto destino, ma se fai la tua fortuna sulla pelle dei piu’ disgraziati, non hai modo di sfuggire al marchio dell’ipocrisia se non fai scelte coerenti con il tuo verbo. Obama e’ una innocente macchietta nella lista delle Facce di Tolla della storia. Gli Stati Uniti sono una democrazia reale, lui e’ stato eletto con i voti, e le simpatie dichiarate per il marxismo e il socialismo sono sepolte nei suoi anni alla Columbia e nella sua amicizia con qualche terrorista di Chicago. Ma ipocrita resta. Niente a che vedere con i campioni globali dell’Ipocrisia con la I maiuscola, e il loro lascito di sangue, sia chiaro: di Lenin si ricordano con scherno, ancora oggi, le sue vacanze a Capri per riprendersi dalle fatiche della Rivoluzione Proletaria russa; Mao Tse Tung e’ stato un maestro assoluto di doppio standard, perche’ e’ riuscito a fare la Lunga Marcia in portantina, e una volta al potere ha fatto morire milioni di cinesi ritagliandosi una vita da satrapo viziato, e con la sua cricca di privilegiati a riverirlo; Fidel Castro, nella piccola Cuba ridotta a galera per dissidenti, si e’ costruito un piccolo impero di ville personali private ignote al popolo,  e rivelate solo dopo decenni da una guardia del corpo che l’ha tradito. L’ideologia marxista applicata ha prodotto un secolo di terribili drammi, e ancora oggi ci sono popoli (i nordcoreani, i venezuelani) che soffrono di fame sotto dittature di leader che non hanno problemi a mangiare il filetto e a bere champagne. Maduro e Kim Il Sung sono assassini. Ipocriti.

Trump, con tutte le critiche che gli si possono fare per le sue politiche, non puo’ invece essere tacciato di ipocrisia per le sue sfarzose vacanze. Lui e’ un miliardario che ha passato la vita cercando di  diventarlo. Ha persino querelato un giornalista che aveva scritto che non era ricco come lui sosteneva di essere. Durante la campagna, ha litigato con Forbes che gli attribuisce 4 miliardi di ricchezza e ha presentato un “documento finanziario” per far vedere che lui ne vale 10, di miliardi. E’ “sceso” in politica, letteralmente, dalla scala dorata della sua Trump Tower, tanto per mostrare di che pasta e’. Un uomo d’affari di successo, con la figlia e la moglie che sono le regine dei G7 e dei G20, e che riceverebbero l’iscrizione d’ufficio ai concorsi di Miss imparentate con i potenti. Lui ostenta la sua ricchezza, e ha detto di volere al governo gente ricca, perche’ significa che e’ di talento e ci sa fare nel mondo. Lui non vuole punire chi ha il grano, anzi. Il suo programma e’ di “fare ancora grande l’America”. E si sa che il suo concetto di grandezza fa rima con ricchezza, con diffusa prosperita’, con felicita’ fatta anche di soddisfazioni e di gioie terrene, di successi economici personali che sono il legittimo premio in una societa’ meritocratica. Cioe’ quella che piace a lui, e a tutti i conservatori.

È utopico il messaggio di benessere universale che Trump trasmette, con il suo esempio di vita e con cappellino MAGA (Make America Great Again)? Certo che lo e’. Ma se il popolo americano ha dato il mandato ad uno sbruffone patentato che non ha vergogna di farsi vedere come tale, ad uno che invita il leader del Giappone nella Trump Tower e quello della Cina a Mar A Lago per impressionarli, non si puo’ bollarlo da ipocrita perche’ gioca a golf in agosto nella sua proprieta’ da sogno. Anche se aveva detto che Obama, da presidente, stava troppo in vacanza.

Il diritto di staccare la spina per ricaricarsi un po’ e’ uguale per Barack e per Donald, ma e’ “dove” e “come” si rilassano che fa di uno un ipocrita e dell’altro un pesce che nuota nella sua acqua naturale.

Glauco Maggi  

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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