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Promesse mantenute

Obamacare e Alaska: i due colpi da maestro con cui Trump chiude in bellezza il 2017

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Obamacare e Alaska: i due colpi da maestro con cui Trump chiude in bellezza il 2017

Nella legge fiscale approvata a tempo di record in Congresso ci sono anche due capitoli passati in secondo piano sulla stampa ma che avranno conseguenze pratiche enormi: il primo sulla copertura sanitaria degli americani e sulla sorte di Obamacare, il secondo sullo sviluppo dello Stato dell’Alaska, che soffre oggi del livello di senza lavoro piu’ alto di tutta America (il 7,2% contro la media nazionale del 4,1%).

Obamacare - Dopo aver fallito nel tentativo di cancellare e riscrivere la riforma sanitaria dei DEM, il GOP e Trump sono almeno riusciti ad inserire nella legge sul riordino fiscale l’abolizione della multa (che la Corte Suprema defini’ a suo tempo una ‘tassa’) a carico di chi non compra le polizze standard, uguali per tutti, imposte da Obamacare. Essendo il perno su cui ruota il finanziamento della legge di Barack, peraltro gia’ da tempo sull’orlo del collasso a causa dei premi balzati alle stelle, la fine dell’obbligo a tutti di assicurarsi imporra’ aggiustamenti legislativi che daranno alle assicurazioni maggiore elasticita’ nell’offrire polizze in concorrenza, e ai cittadini la liberta’ di scegliere se assicurarsi, e a quali prezzi e condizioni.

Alaska - La legge sui “tagli fiscali e il lavoro” apre la riserva naturalistica artica in Alaska allo  sfruttamento delle compagnie petrolifere. Il colpo e’ ferale per gli ambientalisti piu’ radicali, ma  una manna per la popolazione locale. Come ha scritto sull’”Alaska Journal of Commerce” la senatrice dello Stato, Lisa Murkowski, artefice dell’emendamento, “gli alaskani possono avere un rinnovato senso di speranza per buoni posti di lavoro, paghe piu’ sostanziose, una piu’ forte crescita e una prosperita’ durevole” . Spiegando la “storica opportunita’ per il nostro Stato che viene dall’apertura dell’Area 1002 all’interno della porzione non-selvaggia dell’ANWR (Arctic National Wildlife Refuge, il Rifugio Naturale Artico Nazionale), la senatrice ha ricordato che l’idea “era stata accantonata nel 1980 dal Congresso, ma che gli alaskani non vi hanno mai rinunciato per il suo incredibile potenziale di sviluppo energetico. I nostri sforzi finalmente hanno avuto successo”.

Aprire l’Area 1002 “e’ il singolo passo piu’ importante che possiamo prendere per rafforzare la nostra sicurezza di lungo periodo e creare nuova ricchezza”, ha continuato la senatrice. “Date le difficolta’ economiche dell’Alaska, con il piu’ alto tasso di disoccupazione di tutti gli Stati e massicci deficit di bilancio proiettati nel futuro, non e’ mai troppo presto per i benefici sostanziali che uno sviluppo responsabile puo’ portare”. La nuova produzione dall’ Area 1002 aiutera’ a far rivivere il Trans-Alaska Pipeline System, il pilastro economico dello Stato. Secondo la senatrice repubblicana, “nel tempo, cio’ creera’ migliaia di buoni impieghi e generera’ cio’ che noi prevediamo possa superare 60 miliardi di dollari in licenze, solo per il nostro Stato”.

Grazie alle nuove tecnologie, “possiamo essere fiduciosi che lo sviluppo non sara’ a danno del nostro ambiente o della natura selvaggia. Oggi serve meno terra per produrre piu’ energia che mai in precedenza, e infatti abbiamo limitato l’estensione dello sviluppo a non piu’ di 2000 acri federali, che e’ solo un decimillesimo di tutto l’ANWR”, ha cercato di rincuorare i verdi la senatrice. Ma gli ambientalisti sono sotto choc e non si riprenderanno facilmente dalla batosta, che in verita’ era inattesa dopo che per 4 decenni erano sempre riusciti a tenere lontani petrolieri dal Rifugio Artico.

“Reagan ci aveva provato. Bush ci aveva provato. Tutti ci avevano provato ma non erano riusciti a farlo passare” ha detto vistosamente soddisfatto il presidente alla Casa Bianca, durante la festa della vittoria circondato dai legislatori repubblicani osannanti. Per i liberal e i DEM era gia’ piu’ che sufficiente il taglio delle tasse del GOP a guastare loro le feste. Ma con lo sfruttamento petrolifero dell’ANWR Trump, effettivamente, ha girato la trivella nella piaga.

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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