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Il presidente Usa

Altroché "stupido", Donald Trump e le sue 11 geniali rivoluzioni

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Altroché "stupido", Donald Trump e le sue 11 geniali rivoluzioni

A raccogliere tutti gli epiteti usati per definire Trump si riempirebbe un libro. Ma forse, dovendo scegliere quello che viene alla mente e alla bocca della grande maggioranza dei denigratori, liberal di sinistra o “nevertrump” di destra che siano, stupido (stupid) e’ quello che mette tutti d’accordo. ‘Stupido’, come Bill Clinton disse rivolto a George W.H. Bush durante la campagna elettorale del 1992 (“e’ l’economia quella che conta, stupido!). E sempre ‘stupido’, ma anche ‘idiot’, era l’altro piu’ recente presidente repubblicano, George W. Bush, zimbello dei DEM e dei media.

Il problema e’ che, se il presidente repubblicano fosse davvero quella persona stupida, rozza, pazza, deficiente, incapace - cosi’ come viene etichettata nelle universita’ e nei salotti,  ed anche come viene descritto nell’articolo per l’impeachment messo di recente ai voti in Congresso dai piu’ incontinenti livorosi tra i parlamentari Democratici, come avrebbe potuto realizzare cosi’ tanti successi nello spazio obbiettivamente ristretto di 11 mesi? Che cosa avrebbe combinato se avesse avuto una normale intelligenza?

L’arena politica in una democrazia compiuta e’ un terreno di scontro dove vincere da soli e’ impossibile. In particolare, in America, la Costituzione garantisce gli equilibri tra i poteri, con i controlli reciproci tra governo, legislatori e giudici, e la battaglia per il consenso si consuma nel rapporto dei leader di partito con i propri elettori, davanti all’opinione pubblica. Tra le accuse scagliate in modo irragionevole, strumentale, e palesemente falso contro Donald c’era stata anche quella di essere un fascista che mette a rischio il carattere democratico degli Stati Uniti. I media, ormai non e’ un mistero per nessuno, hanno fatta la parte dei giocatori in campo al fianco dell’opposizione (anzi della “resistenza”), e non quella degli osservatori distaccati, testimoni della realta’.

Questo essendo il contesto, e’ comprensibile ora lo smarrimento degli anti Trump nel dover accettare il primo bilancio completo di tutte le sue azioni dal 20 gennaio al 31 dicembre 2017. I “resistenti”, e la stampa mainstream, hanno cercato di parlare sempre e solo degli insuccessi di Donald, che peraltro non sono mancati. I principali fallimenti che hanno dominato le prime pagine dei quotidiani e i servizi TV sono stati tre: la bocciatura delle corti di primo e secondo livello al bando governativo all’ingresso dei viaggiatori dai sei paesi islamici; il muro con il Messico che non e’ stato realizzato; la cancellazione totale di Obamacare che non ha avuto i voti del Congresso ed e’ fallita.

Peccato, per i denigratori, che ci siano state pero’ anche tante vittorie di Trump “lo stupido”. Le richiamiamo qui, per completezza di informazione contro le censure dei Fake News Media.

*Neil Gorsuch, giudice conservatore costituzionalista, e’ stato nominato nono giudice della Corte Suprema da Trump, e ratificato dal Senato.

*Nel primo anno Trump e’ riuscito a nominare un numero triplo di giudici di Corti d’Appello rispetto a Obama.

*Ha riconosciuto Gerusalemme capitale di Israele.

*Ha ritirato gli USA dal Trattato di Parigi sul Clima.

*Quando e’ stato il caso di punire Assad perche’ i suoi aerei hanno usato i gas chimici contro la popolazione, Trump ha fatto bombardare la base siriana da cui sono partiti. Non come Obama che aveva minacciato a parole, e poi non aveva fatto nulla, anzi aveva dato a Putin il ruolo di ‘mediatore’.

*Ha distrutto l’ISIS, come aveva promesso. Ha permesso ai generali di fare il loro lavoro, usando l’aviazione in modo sistematico e devastante.

*Anche in Afghanistan, Trump ha adottato una linea politica e militare piu’ risoluta.

*A proposito di politiche pro-vita e pro-liberta’ religiosa, ha cancellato il mandato di Obama che imponeva alle suore cattoliche di dare ai dipendenti dei loro ordini religiosi pillole anti-concezionali e che inducono aborti.

*Ha firmato la legge di riassetto fiscale e di tagli delle tasse, una maxi riforma pro crescita economica che ha avuto precedenti sono con Reagan e JFKennedy.

*Ha aperto allo sfruttamento energetico una piccolissima porzione dell’immenso Parco Artico dell’Alaska, e ha dato il via libera agli oledotti Dakota Access e Keystone Pipeline.

*Ha avviato un’opera di smantellamento delle regole nella pubblica amministrazione che e’ tra i fattori principali del nuovo clima pro business nazionale, che si e’ tradotto in una annata di alti profitti aziendali e di record delle quotazioni a Wall Street. La capitalizzazione e’ aumentata di 6,6 trilioni (migliaia di miliardi) di dollari, a beneficio di risparmiatori e di lavoratori iscritti ai fondi pensione.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • david71

    04 Gennaio 2018 - 12:12

    Io so solo che da quando c'è Trump, gli americani hanno smesso di parlare di Berlusconi.

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    • pensionata

      04 Gennaio 2018 - 14:02

      Solo i giornalisti fighetti che non entrano nel merito , ma si accontentano di spettegolare Gli americani che lo hanno eletto lo rispettano anzi chi lo rispetta e lo approva è la maggioranza anche degli imprenditori. Hai capito komunistello ??

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  • Chry

    04 Gennaio 2018 - 00:12

    11 stronzate e dighe che non è stupido??? si vede che siete di destra

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    • pensionata

      04 Gennaio 2018 - 14:02

      Cosa voi capire del mitico Trump, sei uno STUPIDOTTO che ha subito il lavaggio di cervello in sezione sotto casa. Voi komunistelli non riuscite ad essere obbiettivi, tanto meno a capire cosa sta avvenendo in USA , quindi i vostri giudizi sono pari a ZERO

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  • Uchianghier

    Uchianghier

    03 Gennaio 2018 - 18:06

    Qualche insegnate della lingua dei segni potrebbe tradurlo in modo molto elementare, tutto questo, alla giornalista di Rai 3 che lavora negli Stati Uniti

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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