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Le anomalie del caso Ruby

Caso Ruby, le anomalie della sentenza

Ergastolo politico a Berlusconi. Ma i conti non tornano: ecco perché la magistratura di Milano ha calpestato il diritto

Silvio Berlusconi

Berlusconi nel mirino: visto da Benny

Non una sentenza, una mazzata. Un colpo durissimo che fa vacillare il governo: per Silvio Berlusconi, nel processo Ruby, la condanna è superiore alle richieste dell'accusa guidata da Ilda Boccassini. Per il Cav sette anni di carcere ed interdizione a vita dai pubblici uffici: la magistratura vuole condannare l'ex premier e i suoi 10 milioni di elettori all'ergastolo politico. Il pool di Milano ha ravvisato entrambi i reati contestati: quello di concussione (con un aggravante: la costrizione) e quello di prostituzione minorile. Berlusconi era pessimista: "La sentenza è già scritta, so che mi condanneranno. Mi vogliono far fuori", spiegava. Ma se possibile è andata anche peggio del previsto. A nulla è servita l'ultima mossa di Niccolò Ghedini e Pier Lungo, che in mattinata hanno integrato l'arringa difensiva dello scorso tre giugno con un documento di sette pagine, dove controbattono alcuni passaggi della requisitoria dei pm oltre a quelli già analizzati nell'arringa e nelle quasi 400 pagine delle altre due memorie depositate in passato. 

"Ergastolo politico" - La Boccassini, come accennato, aveva chiesto sei anni di condanna per il Cav, cinque dei quali per induzione indebita (la concussione, trasformata poi nel dispositivo in costrizione indebita, che vale sei anni al leader Pdl) e un altro anno (richiesta accolta dalla sentenza) per il reato di prostituzione minorile. Ilda la rossa, inoltre, aveva chiesto come pena accessoria l'interdizione a vita del Cav dai pubblici uffici: ed "ergastolo politico", almeno in primo grado, è stato. In questo processo, principalmente, c'erano due nodi da sciogliere: il Cav ha fatto sesso con Ruby pur sapendo che fosse minorenne e ha poi "pagato" il suo silenzio? Quella notte in cui Karima fu affidata a Nicole Minetti, in Questura a Milano, si concretizzò il reato di concussione? 

Cosa non torna - Il pool di Milano non ha avuto alcun dubbio: per le toghe il "sistema prostitutivo" esiste, Berlusconi ha fatto sesso con Ruby e l'ha anche pagata, e inoltre avrebbe concusso i funzionari della Questura di Milano (Iafatre e Ostuni). Peccato però che ci siano molte, tante cose che non torano. Ruby, per esempio - e come lei molte altre Olgettine, dentro e fuori dall'aula - ha sempre detto di non aver mai avuto rapporti sessuali con l'ex premier. I pm però la pensano diversamente, e si basano sulle intercettazioni. Quelle stesse intercettazioni (si parla del sesso con Berlusconi) derubricate a "scherzo per vantarsi con gli amici" da Karima stessa. Sulla minore età, inoltre Ruby ha sempre detto di aver mentito e di aver mostrato un passaporto falso, con il quale accreditava la tesi di essere la nipote di Mubarak. Niente da fare. Ruby non viene ascoltata. Le toghe, guidata dalla Boccassini (incredibilmente assente nel "giorno del giudizio" a Milano), sono certe dell'esistenza di quel "sistema produttivo" che aveva come suo epicentro e unico universo la villa di Arcore.

"Induzione indebita" - L'altro punto controverso riguarda la notte in Questura. Il nastro si riavvolge fino al 27 maggio 2010, quando Ruby fu fermata dopo una segnalazione per furto. Berlusconi, allora premier, da Parigi dove si trovava per un vertice Ocse, chiamò alle 23.49 il capo di gabinetto Ostuni parlando della nipote di Mubarak, del possibile incidente diplomatico e avvertì che la Minetti era in arrivo. Karima, poiché minorenne, venne affidata alla allora consigliera regionale dell Lombardia. Le toghe condannano il Cav per concussione (con l'aggravante della "costrizione", che nel dispositivo sostituisce l'"induzione"), sostenendo che ci sia stata un'indebita inteferenza di Berlusconi per ottenere il rilascio del Cavaliere.  Niccolò Ghedini, legale dell'ex premier, sostiene invece che non ci fu alcuna richiesta di rilascio. Ma è un altro l'elemento di più forte criticità: i tre funzionari di polizia coinvolti - Ostuni, Morelli e Iafrate -, i "concussi", non si sono mai costituiti parte civile. Cav condannato per concussione, pur senza concusso, insomma. Una situazione per certi versi analoga a quella di Ruby: una parte lesa che non si è mai dichiara tale.

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Commenti all'articolo

  • stonefree

    27 Giugno 2013 - 11:11

    Nessuno a visto ruby coricata con sb se vi erano persone maggiorenni dove è il reato? E una sentenza che viene da lontano perchè è risaputo che lo vogliono fare fuori. A avuto un sogno la bocassini nel vedere la marocchina nuda.

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  • antonimo

    27 Giugno 2013 - 01:01

    Le statistiche dicono che le adolescenti in media perdono la verginità a 17,4 anni, con un l’11,7% che la perde addirittura tra gli 11 e i 13 anni. Per i maschi la media è di 16,9 anni. Visto che la grande maggioranza degli adolescenti va a letto prima di diventare maggiorenne, ne consegue che sono in massima parte passibili di denuncia penale per violenza su un minore. In tutto questo, l'Italia che si scopre all'improvviso bacchettona e plaude alla condanna a 7 anni di carcere inflitta a Berlusconi, ci dà l'idea che l'epoca della giustizia intesa come lapidazione dell'adultero, non è poi così lontana da noi, sopratutto quando le penne degli istillatori di odio si incaricano di sollecitare gli istinti più bassi delle folle assetate di sangue per le difficoltà economiche in cui si trovano. Il processo di Berlusconi sembra fatto ad hoc per “indirizzare” la collera del Paese verso il “capro espiatorio” di turno, distogliendola dal primo responsabile, il PUDE, partito unico dell'euro.

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  • bruno osti

    26 Giugno 2013 - 17:05

    e tu c'eri, tutte le sere, in tutti i luoghi, per sostenere il contrario, anche quando c'era la D'Addario ch eha registrato?? I Magistrati avevano in mano intercettazioni “Adesso fa finta di non ricevere chiamate, ma quando si cagherà addosso per Ruby chiamerà e si ricorderà di noi” e testimonianze giurate in dibattimento "A un certo punto Nicole Minetti si esibisce in uno spettacolo di lap-dance. Indossa uno di quei vestiti che si tolgono a strappo. Rimane completamente nuda ballando al palo, senza reggiseno e mutandine. Dopo essersi denudata, si avvicina a Berlusconi e ballando in maniera provocante avvicina il sedere al viso del presidente. Girandosi gli avvicina i seni alla bocca, il presidente le bacia i seni. Le ragazze tentano di coinvolgerci in questa danza, istigate da Fede e Berlusconi. Sento dietro di me frasi del tipo: “Ma che sono venute a fare quelle due?”. Tutte le ragazze ci stanno intorno, ci toccano, tentano di toglierci i vestiti, ci toccano un po´ dappertutto..."

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  • bruno osti

    26 Giugno 2013 - 17:05

    uno Stato? Cultura di destra!!! E se anche fosse, Burlesque era sotto processo anche quando lo "Stato comunista" era lui, quale Presidente del Consiglio, con Ministro degli Interni e della Giustizia, con Senato a maggioranza bulgara. Ma che tonti, 'sti maldestri!!!

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