Cerca

Crisi senza fine

In Italia è dramma occupazione: uno lavora, due stanno a casa

Su 60,8 milioni di residenti occupati solo 22,3 milioni di persone: il 36,8% della popolazione

In sei anni l'economia italiana è andata giù del 3,6%. Stiamo peggio che in Spagna
In Italia è dramma occupazione: uno lavora, due stanno a casa

 

L'immagine dell'economia in Italia è quella di una piramide rovesciata con la base, formata da chi produce, sempre più piccola. I dati di Eurostat sul lavoro in Europa e quelli del Fondo monetario internazionale sulla crescita pubblicati dal Corriere della Sera parlano chiaro: da noi lavora un italiano su tre. In cifre: su 60,8 milioni di residenti risultano occupati solo 22,3 milioni di persone, il 36,8% della popolazione (di poco superiore alla Grecia).

Uno dei motivi, secondo l'analisi di Federico Fubino, è l'età media: ci sono molti pensionati che si sono ritirati in anticipo e soprattutto ci sono molti anziani. L'italiano "di mezzo", quello più giovane di metà della popolazione e più vecchio dell'altra metà, oggi ha 43,8 anni. È uno dei livelli più alti al mondo con il Giappone (45,4 anni) e la Germania (45,3). Nel frattempo però, per effetto delle riforme di Hartz, nell'economia tedesca lavora il 47,3% della popolazione totale a dispetto della quota di capelli bianchi più elevata che in Italia.  Poi c'è la questione "donne": la loro partecipazione al mondo del lavoro, causa la crisi e la mancanza di posti dove lasciare i figli nell'orario di lavoro, è tra le più basse dei Paesi avanzati.

Di buono, però, c'è che chi ha un impiego lavora di più. Almeno in termini di ore lavorate: è per questo che l'export italiano, nella prima metà di quest'anno, è cresciuto. Quasi tanto il made in Germany. Ma non basta a far crescere il Pil. Che quest'anno ha toccato il record negativo di un -3,6%. Se fosse cresciuto anche solo come la Spagna (+0,6%), fa notare il Corriere, l'economia nazionale sarebbe di circa 45 miliardi più ricca; se l'Italia fosse cresciuta come la Germania, oggi sarebbe più ricca di 150 miliardi. 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • lella64

    21 Agosto 2012 - 11:11

    sono perfettamente d'accordo con satanasso.Mio figlio si è diplomato quest'anno,e prima di iscriversi all'università ha cercato un lavoretto per raccogliere qualche soldo.Attualmente lavora come aiutante in una pizzeria.Inizio lavoro alle 6 pomeridiane fine lavoro 2 di notte,retribuzione giornaliera (rigorosamente in nero) euro30.le sembra una retribuzione adeguata?Per cui per favore non dica sciocchezze.La verità è che preferite gli stranieri perchè per bisogno sono disposti a farsi sfruttare.Comunque come genitore non sono certo contenta di vedere mio figlio sfruttato in questo modo ma non gli ho impedito di lavorare.Se le persone come lei,cioè datori di lavoro fossero più onesti,non faticherebbero a trovare personale.

    Report

    Rispondi

  • Google

    21 Agosto 2012 - 09:09

    ....l'industria italiana é quella che in europa negli ultimi quindici anni ha meno investito in ricerca e sviluppo di nuove tecnologie preferendo vivacchiare e delocalizzare, di cosa stiamo parlando ? Perché ci si lamenta ora ? e non si pensi che in un paio d'anni si possa recuperare il gap, ci vorrá un decennio per riprendere il giro, questo senza generalizzare, le eccellenze esistono tutt'oggi, ma di sole eccellenze non si campa........

    Report

    Rispondi

  • sirartur

    20 Agosto 2012 - 22:10

    ma gli italiani cercano posti di lavoro o posti di stipendio ? propendo per la seconda ipotesi, di conseguenza sarò ben lieto quando , tra non molto, saremo tutti costretti a vangare personalmente il proprio orticello se si vorrà mangiare

    Report

    Rispondi

  • Satanasso

    20 Agosto 2012 - 19:07

    Sicuramente se ne sono andati perchè gli davi 3 euro all'ora come tanti altri sfruttatori italiani che hanno bisogno di schiavi dall'estero per arricchirsi alle loro spalle !

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog